Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Quartiere Adriatico / Corso Giovanni Amendola

Si rifiuta di fare l'elemosina, il mendicante le tira un cazzotto: vittima una commerciante

Dopo aver colpito la commerciante di corso Amendola, l'aggressore, ad un uomo arrivato in soccorso della vittima, avrebbe urlato: «Non ho paura di nessuno. Chiama la Polizia se vuoi tanto non mi fanno niente»

Il luogo della violenza in corso Amendola

Le chiede 20 centesimi, lei non glieli dà e lui le tira un cazzotto in faccia. E’ quanto successo mercoledì pomeriggio in corso Amendola all’altezza del numero civico 54, a pochi passi dall’incrocio con via Rismondo. Vittima della violenza Anna Maria Baroni, 51 anni titolare del negozio “L’Intimo” in corso Amendola, a pochi passi da Stadio Bar. La donna ha raccontato che si stava dirigendo al vicino forno per prendere delle paste quando ha incrociato lui: un mendicante di origini africane, un uomo alto più di 190 centimetri, robusto e molto conosciuto da residenti e commercianti per la sua attività di mendicante. La commerciante lo ha incrociato lungo il marciapiede e lui le ha chiesto se aveva 20 centesimi. Il rifiuto. Poi la reazione scomposta dell’extracomunitario. Prima gli insulti e subito dopo la violenza. Senza neppure accorgersene, Anna Maria Baroni è stata colpita tra il collo e la guancia sinistra con un cazzotto. La donna è andata a terra. A dare una mano alla 51enne un altro commerciante che, resosi contro della gravità della situazione, è intervenuto per richiamare il giovane africano alla calma. «Non ho paura di nessuno. Chiama la Polizia se vuoi tanto non mi fanno niente!» avrebbe urlato. La donna è stata soccorsa mentre l’aggressore, regolare sul territorio italiano con un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, è stato ricoverato al reparto di Psichiatria dell’ospedale regionale di Torrette. Il fatto è trapelato solo giovedì, dopo che la voce di quanto accaduto si era sparsa tra i commercianti.

«Sto facendo di tutto per dimenticare - ha detto la vittima Anna Maria Baroni - Stavo uscendo dal forno quando l’ho incontrato. Io lo conosco, sapevo che non era equilibrato. Mi ha chiesto 20 centesimi come al suo solito. Io l’ho guardato e mi sono messa a ridere, chiedendogli come gli venisse in mente. Dopo mi ha urlato degli insulti sia in italiano che nella sua lingua. Mi sono girata e gli ho chiesto che cosa gli fosse preso oggi. A quel punto mi ha dato un cazzotto». Mentre parla la commerciante di corso Amendola mostra la ferita: una lacerazione cutanea con un ematoma. Ferita che la donna non si è fatta visitare perché ha deciso di non andare al Pronto Soccorso e neppure di sporgere denuncia contro il violento. «E cosa risolvo se lo denuncio? Solo che lo faccio arrabbiare di più e poi se lo denuncio cosa gli fanno? Non mettono in galera quelli che fanno qualcosa di grave, figuriamoci lui. All’ospedale non sono andata perché non ho tempo da perdere». 

Tuttavia resta lo choc e l’amarezza per aver subito una violenza del genere da chi ormai era diventato una conoscenza, una persona a cui dare una mano di tanto in tanto, un uomo che in qualche modo faceva parte della quotidianità. Generosità ripagate con una violenza gratuita da parte di chi comunque, è conosciuto da tutti come una persona poco serena. «A me dispiace perché non sono per nulla razzista e ci sono rimasta male perché non me l’aspettavo. Mi ha distrutto questa cosa. La situazione è brutta perché siamo tanti e cerchiamo sempre di aiutarli ma a questo punto basta. Non ne vale la pena anche perché non si sa mai chi c’hai davanti e poi la gente inizia ad avere paura. Io ora ho paura anche perché a volte sono da sola e in pochi sono pronti a dare una mano se serve». 

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