Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Torrette / Via Conca

Schiacciato dal tir ad Ancona, sognava un futuro in Germania: la storia di Mehdì

A scoprire il passato del 22enne è stata la Polizia Stradale di Ancona insieme al consolato marocchino a Bologna. Dopo aver avuto conferma della sua identità sono risaliti alla famiglia e al suo passato più recente

Credit Infophoto

Alla fine gli investigatori sono riusciti a dare un nome e un cognome al giovane che la sera del 24 gennaio é stato trovato lungo via Conca, morto a causa delle gravissime lesioni riportate dopo essere rimasto schiacciato dal peso del tir a cui si era aggrappato per entrare illegalmente in Italia (attraverso il porto di Ancona). Si chiamava Mehdi Riad, aveva 22 anni e veniva dal Marocco. Aveva lasciato la sua casa per cercare fortuna nel continente che guardava come la patria dell’opportunità: l’Europa. La storia di Mehdi è stata ricostruita dalla Polizia Stradale di Ancona, al lavoro per capire se il passaporto, trovato nei pantaloni lacerati dagli pneumatici del mezzo pesante, fosse effettivamente il suo. Gli agenti dell’Ufficio Incidenti hanno mobilitato l’ambasciata e il consolato marocchino a Bologna. E’ stato proprio quest’ultimo, dopo aver ricevuto i rilievi fotodattiloscopici, a fare da tramite con la polizia di Casablanca: la capitale commerciale e industriale dove Mehdi era nato e cresciuto con i suoi genitori, straziati da quanto riferito dalle autorità locali pochi giorni dopo il fatto. E’ stato uno zio ad incaricarsi del riconoscimento del corpo conservato all’ospedale di Torrette, a pochi metri dall’asfalto dove Mehdi aveva esalato l’ultimo respiro. Nessun dubbio. Quel ragazzo era proprio il giovane ritratto nel passaporto. Quel nipote partito con il sogno di arrivare in Germania

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Italiana, Mehdi aveva abbandonato il Marocco 3 anni fa in compagnia di 2 amici. Uniti dal sogno di scrollarsi di dosso una vita fatta di stenti e priva di aspettative, i tre sono partiti per la Turchia, dove sono entrati regolarmente, come testimonia anche il timbro sul passaporto. In Turchia hanno vissuto per un lungo periodo. Poi, ammaliati dall’immagine di un’Europa fatta di opportunità e accoglienza, hanno deciso di tentare l’ultimo viaggio, quello della svolta, fino in Germania, evitando di affrontare il più comodo canale spagnolo perché, da quello che avevano saputo, il governo aveva intensificato i controlli alle frontiere. Dunque rimaneva la Grecia e poi l’Italia, passando Ancona, tra i principali canali di immigrazione dai Balconi. Che il progetto fosse quello, lo conferma anche la telefonata di uno dei tre ragazzi ai genitori, in cui chiedeva di farsi spedire circa 1.000 euro. Soldi usati poi per pagare i trafficanti che nel frattempo avevano organizzato il loro viaggio in traghetto. Una volta dentro la nave, sarebbero stati lasciati al loro destino, con l’indicazione di infilarsi nella pancia di un camion. Ma Mehdì, in Nord Europa non ci è mai arrivato. Le sue speranze sono svanite sul ciglio di una strada anconetana. Erano da poco passate le 19:00 quando, ad un tratto, il 22enne non ce l’ha fatta più a rimanere aggrappato sotto il cassone rimorchio del mezzo pesante. E’ caduto, finendo sotto le pesanti ruote. Mehdi è morto sul colpo. E mentre la Polizia ispezionava il luogo dell’incidente, da qualche parte, sotto un altro camion, c’erano i suoi compagni di viaggio. Quei fratelli con cui aveva condiviso anni di speranze. Gli amici di cui non è rimasta traccia. Forse loro sono riusciti ad arrivare in Germania. Forse loro riusciranno a vivere una nuova vita. Senza Mehdi.

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