Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Piazza Roma, medici contro il blocco delle specializzazioni: «C'è in gioco il futuro di tutti»

C'è in gioco il futuro di chi ha speso 6 anni per diventare medico e adesso non può specializzarsi perché tagliato fuori. E c'è in gioco il futuro dei cittadini che non potranno contare sulla loro professionalità

Medici anconetani in formazione in piazza contro il blocco degli ingressi in specialità. Il problema (prima nazionale e poi locale) é che il numero di borse messe a disposizione dal Ministero per accedere alle scuole di specializzazione medica è inferiore alla richiesta dei quasi 12mila neo laureati. Ed é allarme per il futuro del sistema sanitario. Il rischio? Trovarsi, di qui a qualche anno, con un sottorganico di medici specializzati di quasi 9mila unità (stima del Sole 24 Ore). Professionisti che avrebbero potuto ricoprire quei buchi, ma a cui non sarà stato dato modo per mancanza di fondi. 

Così ieri i camici bianchi sono scesi in piazza Roma al grido: “Facciamo pressione”. Sono gli anconetani della comunity #medici12milaborse che, dalle 15:00 alle 20:00, hanno dato vita ad flash mob e, in collaborazione con il Centro Ipertensione Marche, hanno fatto informazione, rendendosi disponibili per misurare la pressione ai passanti. Un esame che è metafora delle criticità da portare all’attenzione dei cittadini. Come da un banale controllo si possano scoprire problemi di salute, nella sanità è bene prevenire fino a che che ci sono i primi sintomi. I giovani medici dorici hanno girato anche un video di denuncia e presentato la proposta risolutiva al presidente dell’ordine dei medici Anconetani Fulvio Borromei, resosi molto disponibile nei confronti dei giovani colleghi. 

“Noi chiediamo di assorbire tutto il numero dei medici rimasto fuori, utilizzando tutto il territorio invece dei soli ospedali universitari - ha detto Sandra Bolognini, anche lei medico in attesa di entrare in specialità - Così si potranno assorbire tutte  le persone in più e ci troveremmo con numero di borse e laureati che coincidono”. Una proposta in contraddizione con la strada intrapresa dalla Regione Marche che prevede tagli e accorpamenti? “Forse parzialmente - risponde la Bolognini - perché mi vengono in mente Senigallia, Macerata o Pesaro. E poi l’accorpamento è dovuto alla mancanza dai soldi. Se ci danno la possibilità di formarci, magari quelle strutture saranno di meno, ma con più personale, dunque molto più efficienti. Altrimenti i rischio è che fra 5 anni servirà un cardiologo e no ci sarà, non perché non c’era il capitale umano ma perché non c’erano i fondi per formarlo a dovere”. Dunque oggi fare informazione diventa quanto mai vitale perché in ballo c’è il percorso formativo di chi un giorno dovrà curare i problemi sanitari di un paese e della nostra provincia. Tema non banale se si pensa che ieri nel centro di Ancona, molti passanti neppure sapevano cosa fosse un medico specializzando. Bè sono i medici del futuro, occupati anche con una raccolta firme che solo ieri lungo corso Garibaldi ha richiamato 200 firme. 

Il tutto poi in un quadro che diventa ancora più desolante se si pensa allo scandalo dello scorso ottobre, quando il concorso nazionale per l’ammissione alle specializzazioni mediche venne bloccato per un errore organizzativo. Il tutto mentre oggi ci sono diversi medici a spazzo in attesa di entrare nelle scuole di specializzazione, costretti a ricorrere a guardie mediche e sostituzioni negli studi dei medici di famiglia per tirare su uno stipendio. 

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