Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Maxi frode sui carburanti, il blitz della Finanza: sequestrati oltre 15 milioni di euro tra liquidità, beni mobili e immobili

L'operazione "Grillo" condotta dalla Guardia di Finanza ha permesso di sgominare un'organizzazione criminale che operava nell'approvvigionamento illecito e vendita di oltre 133 milioni di litri di carburante e ha prodotto, in pochi anni, profitti per oltre 15 milioni di euro

ANCONA - Approvvigionamento illecito e vendita di oltre 133 milioni di litri di carburante e ha prodotto, in pochi anni, profitti per oltre 15 milioni di euro ed un sequestro preventivo per oltre 15,5 milioni di euro. La maxi operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, su delega della Procura della Repubblica di Trani, che hanno dato esecuzione, nelle province di Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Barletta, Pistoia, Reggio Emilia e Sassari a un articolato provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Trani, su richiesta della Procura di Trani, con il quale è stato disposto il sequestro preventivo, di disponibilità e beni, a conclusione di una complessa indagine che ha consentito di interrompere una articolata e importante frode perpetrata nel commercio dei carburanti.

In queste ultime ore, alcune decine di militari delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona, con la collaborazione dei Reparti del Corpo competenti per territorio, stanno apponendo i sigilli su 32 unità immobiliari, tra cui si segnalano 2 distributori stradali in provincia di Teramo, un deposito di carburanti in provincia di Reggio Emilia, un resort situato nel comune di Arzachena, a Baia Sardinia (in provincia di Sassari), un residence ubicato in provincia di Teramo, più svariati appartamenti di pregio e terreni in varie province italiane. Il citato provvedimento rappresenta l’epilogo di complesse investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona inizialmente sotto la guida di altra Procura della Repubblica e poi coordinate, per competenza territoriale, dalla Procura di Trani, che hanno consentito di sgominare un’organizzazione criminale, capeggiata da un imprenditore quarantenne di origini pugliesi, responsabile di aver creato, mediante la creazione di schermi societari fittizi, del tutto inadempienti fiscalmente, una rilevante frode fiscale nel commercio dei prodotti petroliferi e del successivo reinvestimento dei proventi in attività immobiliari.

In particolare, l’organizzazione ha sfruttato un sistema di frode che prevedeva l’utilizzo di società di comodo con le quali, con lo strumento dell’ “acquisto intracomunitario”, presso varie raffinerie, è riuscita ad approvvigionarsi di ingenti partite di carburante non gravate dall’IVA sull’acquisto. Tali ingenti quantitativi di carburante venivano, successivamente, ceduti omettendo le relative dichiarazioni annuali IVA e dei redditi ovvero presentandole senza riportare l’IVA o i ricavi afferenti a tali operazioni. Il prodotto petrolifero, proveniente principalmente dalla Slovenia, veniva dapprima ceduto a tre società “cartiere” formalmente ubicate in Bulgaria e nella Repubblica Ceca gestite da membri dell’organizzazione criminale, per poi essere fatturato ad altre sette società a loro volte “cartiere” italiane che non versavano all’Erario l’imposta dovuta, pur incassandola dai clienti italiani e omettendo di dichiararla.

Le società “cartiere” erano state costituite, infatti, con il solo intento di rimanere operative per un periodo di tempo limitato, al termine del quale venivano “abbandonate” (e, quindi sostituite) facendo leva sul fatto che le responsabilità amministrative e penali, se e una volta accertate, sarebbero ricadute sul prestanome (nullatenente) che era stato messo a capo. Al termine di tutti i vari passaggi cartolari, i carburanti ottenuti in evasione dell’IVA, venivano rivenduti, sottocosto, con fattura, ai titolari di reti di distributori stradali o di depositi commerciali, spesso riconducibili, o addirittura coincidenti, agli stessi soggetti che avevano creato le “cartiere”, con il vantaggio, per tali acquirenti, di poter vendere gli stessi prodotti a un prezzo altamente competitivo, grazie agli immediati effetti generati dall’omesso versamento dell’IVA.

L’imponente frode fiscale ha riguardato l’approvvigionamento illecito e la vendita di oltre 133 milioni di litri di carburante e ha prodotto, in pochi anni, profitti illeciti per l’organizzazione criminale per oltre 15 milioni di euro. Al termine delle indagini, sono stati svolti anche i connessi accertamenti di natura tributaria che hanno consentito di proporre per il recupero a tassazione proventi illeciti per oltre 109 milioni di euro e i cui sviluppi penali hanno visto l’interessamento della Procura della Repubblica di Trani. A questo proposito, in relazione a tale ultimo aspetto, il GIP presso il Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura, ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo fino alla concorrenza di 15,5 milioni di euro che è stato eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona, setacciando centinaia di conti correnti, negozi giuridici e trascrizioni immobiliari. Così è stato ricostruito un ingente patrimonio, costituito, da decine di immobili, molti dei quali usati come strutture ricettive, impianti di carburante e imbarcazioni.

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