Cronaca

Movida, «Ancona può essere come Milano o Ibiza, servono bar aperti e una grande discoteca»

Il 21enne poeta anconetano confronta la movida di Milano con quella della sua città natale: «Ad Ancona non vogliono tenerla in vita»

«La movida anconetana vuole esistere, ma sta morendo perché nessuno la vuole tenere in vita». A parlare è Mauro Cesaretti, 21enne anconetano che due anni e mezzo fa ha lasciato la città per trasferirsi a Milano dove studia Beni Culturali. Tra il 2007 e il 2009 è stato presidente della Sezione Giovani della prima circoscrizione anconetana. «Sono andato via perché Milano in questo momento storico è un affaccio sul mondo». Mauro scrive poesie, libri e fa il paroliere. «Ancona ce l’ho nel cuore, ci torno spesso, però ho 21 anni e mi sento chiamato in causa quando si parla di movida». Una movida soffocata, ma che può tornare a respirare seguendo l'esempio di Milano. Mauro ne è convinto e lo dice con uno dei suoi versi: «Ogni passo risuona come un battito per una città che muore ogni giorno che passa».

Ancona e Milano, due poli opposti

Ancona e Milano, 430 chilometri di distanza stradale, molti di più in quanto a intrattenimento serale. «Lo vedo qui a Milano, il segreto per far funzionare la movida è tenere aperti bar e locali perché la gente, anche ad Ancona, ha voglia di incontrarsi. Serve anche una grande discoteca in centro, che ovviamente rispetti tutte le norme di sicurezza. Noi ventenni cerchiamo punti di aggregazione- spiega Mauro- invece dopo una certa ora siamo tutti dentro casa e questa cosa ci priva della possibilità di comunicare». Movida, per molti, è sinonimo di schiamazzi: «Se uno vuole fare la vita tranquilla si cerchi una villa in campagna, a Milano nessuno fa una cosa del genere, le strade sono piene di bar aperti la sera, si parla ad alta voce e a volte si urla. Poi se succede qualcosa di grosso, ovviamente, ci sono le denunce, ma fino all’una e mezzo o alle due dovrebbe essere tuto ammissibile». Anconetani pigri? Un luogo comune. «Non è vero che gli anconetani non hanno voglia di uscire, avete visto le notti bianche? Sono sempre piene di persone che hanno voglia di fare festa. E’ che di solito non c’è nulla e i ragazzi finiscono sempre ad annoiarsi nei soliti posti, pensa che se la sera voglio mangiare un pezzo di pizza al taglio non posso farlo perché trovo tutto chiuso».

Ancona, Gallipoli e Ibiza

«Con la Movida arriverebbe un giro di soldi che muoverebbe l’economia- prosegue Cesaretti- Abbiamo il mare, la montagna, abbiamo tutto. Se ci metti la movida e trasformi Ancona in una città per giovani, i giovani vengono. Guardate Gallipoli o Ibiza, sono piene di eventi sul mare, discoteche e tutti vanno li. La gente va dove c’è la gente. A Milano si fanno molte cose in Parco Sempione con spettacoli e concerti con artisti di fama internazionale, perché Milano ha una mentalità internazionale, ad Ancona c’è una mentalità troppo regionale. Portonovo, ad esempio, è una pubblicità interessante ma la devi saper vendere come uno dei tanti punti della città».

Ricette per la buona movida

«Bisogna riqualificare il centro, ma anche zone come piazza Salvo D’Acquisto, Collemarino e Posatora per la vita invernale. D’estate sfruttare meglio la Mole, il Dorico, Villa Beer, la Cittadella, la Polveriera, il Forte Atavilla, il porto o il parco degli Ulivi- sostiene Cesaretti- se in piazza Salvo D’Acquisto ci fosse un palcoscenico la gente starebbe li, invece i locali là intorno continuano a chiudere. Bisogna ridare alla città il bar del Duomo e dell’ascensore del Passetto, che sono anche dei simboli. E poi i bagni pubblici, che non facciano sentire una persona obbligata a entrare in un locale e consumare per fare dei bisogni. Poi occorre un servizio di navette notturne, come qui a Milano, che colleghi tutti i luoghi della movida. Il Comune deve investire e lasciare creare spettacoli nelle piazze, in modo che la gente possa anche muoversi da un posto all’altro».

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