Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

«Sono in Italia per sposarmi», ma era irregolare ed aveva documenti falsi: ritrovato in un hotel e arrestato

La scoperta effettuata dalle forze dell'ordine che lo hanno rintracciato all'interno di un albergo della città: oltre alla convalida del fermo, la concessione del nulla osta all'espulsione

ANCONA – Aveva utilizzato una carta d’identità straniera valida per l’espatrio per entrare in Italia e per registrarsi in un hotel, per convolare a nozze con la sua fidanzata, ma è stato scoperto dalle forze dell’ordine e dovrà lasciare il nostro paese entro sette giorni. Il Giudice del Tribunale di Ancona, in sede di udienza per direttissima, ha convalidato l'arresto di un cittadino tunisino, in quanto trovato in possesso di documento falso, con la concessione del nulla osta all'espulsione.

Tutto nasce da un “Alert” sul Sistema Alloggiati relativo ad un cittadino extracomunitario con un provvedimento amministrativo, che ha portato i poliziotti a recarsi presso un albergo della città. Nell’hotel gli Agenti hanno sottoposto a controllo l'uomo, che ha esibito come unico documento in possesso una carta di identità lituana valida per l'espatrio, lo stesso utilizzato per entrare in Italia e per registrarsi Non parlando la lingua italiana, l'uomo ha quindi contattato la sua fidanzata, di origini tunisine, in modo da spiegare che la sua presenza in Italia era legata alla celebrazione del loro matrimonio fissata per sabato presso un comune limitrofo.

In considerazione del provvedimento notificato a suo carico in ambito Schengen e con il sospetto di un falso documento di identità mostrato, i poliziotti hanno condotto il soggetto presso gli Uffici della Questura per gli accertamenti del caso. Le indagini hanno permesso di appurare che il cittadino straniero, di circa 32 anni di origine tunisina, non era mai stato censito in Italia e che il documento era stato contraffatto sotto il profilo della stampa. In particolare, sottoposto ai raggi UV non ha evidenziato alcuna reazione degli inchiostri ed era completamente difforme dai modelli originali. È inoltre emerso che lo stesso tipo di contraffazione era stato accertato su un documento controllato al confine polacco. Per il tunisino sono così scattate le manette ed il nulla osta all’espulsione.

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