Cronaca

Denunciò un tecnico comunale, vigile trasferito al Telelaser: bufera in consiglio

La denuncia dell'UGL - Polizia Locale è stata portata in consiglio comunale da Daniele Berardinelli (FI) e Daniela Diomedi (M5S). La replica del sindaco

Foto di repertorio

Cambio di mansione per il vigile che a fine 2018 aveva segnalato all’autorità giudiziaria il comportamento illecito di un tecnico comunale. La matricola numero 64 infatti non fa più parte della sezione di polizia giudiziaria della municipale e in consiglio comunale è scoppiata la bufera. La denuncia è arrivata dall’Ugl Polizia locale Marche con una segnalazione del segretario regionale Vincenzo Marino. Secondo il sindacato, nel dicembre 2018 il vigile aveva denunciato alla Procura il comportamento illecito di un dipendente comunale che fu poi arrestato. Secondo lo stesso vigile tuttavia, dopo circa un anno l’intero settore investigativo che aveva condotto le indagini fu ridimensionato fino all’azzeramento degli incarichi assegnati. Ad oggi la matricola 64 risulta trasferita al servizio “attrezzature tecniche”, in particolare al Telelaser e, spiega l’Ugl nella nota «Vive in forte stato di stress psicologico determinato dall’azzeramento professionale, tanto da provare una sensazione di isolamento, sfiducia e inutilità». A chiedere spiegazioni al sindaco sono stati i capigruppo M5S, Daniela Diomedi, e Forza Italia, Daniele Berardinelli. «Per chi ci governa la legalità sembra essere  un inutile orpello e i controlli un fastidio- ha detto la Diomedi in una nota stampa-  lo smantellamento della sezione della Polizia Giudiziaria in seno al corpo consente di misurare, atto per atto,  la progressione scientifica di eliminare qualunque rischio per  i vertici, sia politici che amministrativi». 

«Nessuna imposizione, lo ha chiesto lui»

«Nessun trasferimento è stato messo in atto, è stata la stessa matricola 64 qualche tempo fa a richiedere al comando di essere provvisoriamente utilizzato per servizi di polizia locale, perché a suo dire non aveva più incarichi da svolgere nella sezione di polizia giudiziaria- ha risposto la Mancinelli- bisogna chiarire anche che quella sezione riceve pratiche da seguire non dal comando di polizia locale, ma direttamente ed esclusivamente dalla Procura della Repubblica senza che il comando ne abbia alcuna notizia». Per il sindaco, dunque: «Il comando e l’amministrazione non potevano essere a conoscenza della segnalazione del 2018, proprio perché quello tra la Procura e la Pg è, e deve essere, un rapporto esclusivo». 

«Negata la realtà dei fatti»

Dura la replica di Berardinelli: «Il sindaco ha cercato di negare la realtà dei fatti, addirittura svilendo l'attività degli agenti relegata a mera esecuzione delle direttive della Procura, mentre in realtà molte iniziative erano chiaramente prese all'interno degli uffici comunali- ha detto il capogruppo FI- Quello che politicamente è sconvolgente, è che invece di essere premiati per l'ottimo lavoro svolto a favore della collettività che ha portato allo scoperto la corruzione all'interno del Comune di Ancona e tanti altri reati, come ad esempio reti di prostituzione, l'agente in questione, ma anche i suoi colleghi, siano stati osteggiati in ogni modo dalla Giunta Mancinelli». 

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