Il market solidale riapre in via Veneto, servizio rinnovato per i poveri di Ancona

Sarà un’apposita Commissione formata da Servizi Sociali, Caritas e associazioni a stabilire chi vi portà accedere, valutando vari parametri tra cui i componenti della famiglia, il reddito Isee e la condizione lavorativa

Una donna fa spesa al nuovo market solidale

Il market solidale dedicato ai poveri si trasferisce da Piazza San Gallo in via Veneto. E così, dopo una concertazione di mesi tra il Comune di Ancona e la Caritas diocesana, l’emporio dedicato ai poveri torna con un servizio potenziato, a pochi metri dall’ingresso della palestra del Palaveneto. Le porte sono aperte dal 7 Settembre, dopo i lavori di ristrutturazione all’interno in un locale al piano terra di un condominio. E oggi il servizio sociale è entrato a pieno regime. Coloro che avranno i requisiti, potranno presentarsi nel market e fare la spesa che meglio credono. Come? Sarà un’apposita Commissione a stabilire chi vi portà accedere. Dovranno essere tutti residenti, valutando una serie di parametri tra cui il numero di componenti della famiglia, il reddito Isee e la condizione lavorativa. Al tavolo della Commissione siedono i rappresentanti dei Servizi Sociali di Ancona, Caritas e il gruppo volontariato Vincenziano. Saranno loro, sempre sulla base di valutazioni specifiche, ad assegnare all’utente un numero di punti da consumare. Bonus da caricare su una tessera magnetica personale e che sono la “moneta” di scambio del market solidale. Sui banconi ogni prodotto corrisponde ad un numero di punti, per cui ogni famiglia dovrà solo fare attenzione a non arrivare alla cassa con una spesa che valga più punti di quanti se ne hanno a disposizione.

Un servizio supervisionato dal coordinatore del Centro Giovanni Paolo II Simone Breccia e gestito da operatori e volontari che, oltre al supermercato, mandano avanti un magazzino scorte di 250 metri quadrati. Non solo generi alimentari, ma anche prodotti per l’igiene intima, articoli di cartolibreria, giochi, prodotti per la pulizia della casa, frutta e verdura. Davvero tutto. Anche perché il povero non è qualcuno che deve accontentarsi di ciò che passa il convento. Al contrario, è una persona a cui la società ha l’obbligo di ridare dignità, anche garantendo la possibilità di scegliere i prodotti della propria tavola, in base ai propri gusti personali o alle regole della sua religione. Dunque un servizio di molto potenziato rispetto al passato, che vede lontano anni luce i tempi in cui la Caritas forniva un pacco viveri standard con beni di prima necessità. Oggi questo servizio è possibile sopratutto grazie all’impegno della Caritas anconetana che, dal 1 Gennaio 2014, ha lavorato con l’assessore Emma Capogrossi per trovare un locale adatto. E dopo aver valutato l’ex mercato di piazza Medaglie D’Oro e l’officina abbandonata dell’Ex Ipsia di via Curtatone, si è trovata una soluzione che fosse economicamente sostenibile per l’istituto pastorale. 

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