Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Falconara Marittima

Picchiata dal marito, dopo 2 anni racconta tutto: «Minacciava di strangolarmi con un filo elettrico»

A processo per maltrattamenti in famiglia un afgano di 33 anni. La moglie ha testimoniato in tribunale due anni di sofferenze. «Solo in Italia ho capito che non è normale prendere le botte»

FALCONARA -  A darle la forza di denunciare il marito è stata la paura per la propria figlioletta. «La butto dal balcone» le avrebbe detto in una delle aggressioni e litigate subite. Vittima una 20enne afgana che oggi in tribunale ha raccontato come è uscita dalle violenze. A processo, davanti al collegio penale, per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate, rapina e sottrazione di minore, c'è il coniuge, un 33enne connazionale dal quale è separata ma non sulla carta (non vivono più insieme). La coppia ha vissuto insieme a Falconara, dal 2020 al 2022 e proprio in quegli anni lei, che sarebbe stata picchiata e minacciata più volte, ha capito che certi comportamenti non potevano essere la normalità, come nel suo paese. «Mi sono spostata che avevo 16 anni – ha riferito la 20enne in aula – un matrimonio deciso dalle nostre famiglie perché si usa così. Mio marito però si comportava male con me ma mi dicevano che era normale, che funzionava così. Poi ci siamo trasferiti in Italia e qui ho realizzato che non era normale. Allora l'ho denunciato, avevo paura per mia figlia». Un matrimonio difficile, fatto di botte, privazioni, anche economiche perché l'uomo avrebbe giocato spesso alle scommesse, anche cifre alte. A novembre del 2022 la giovane è finita in pronto soccorso riportando una prognosi di sette giorni.

«Mi ha spinta contro il muro – ha raccontato lei in aula – poi a terra. Infine mi ha portato via il cellulare e mi ha fatto vedere un cavo elettrico minacciando di strangolarmi. Non voleva che chiamassi i carabinieri e mi ha detto “altrimenti ti uccido”». L'imputato è stato anche arrestato. Tornato libero ora ha il divieto di avvicinamento alla moglie. A processo è finito dopo la richiesta di giudizio immediato da parte della procura. In aula oggi è stato sentito anche lui, difeso dall'avvocato Filippo Paladini. Ha smentito le accuse della moglie ammettendo che «sì, giocavo d'azzardo ma adesso ho smesso e non ho fatto mai mancare nulla in casa». Sulle botte date alla moglie ha detto che non è vero «le nostre erano solo incomprensioni comuni a tante famiglie, litigavamo sì ma non l'ho mai picchiata». L'udienza è stata aggiornata al 20 settembre per discussione e sentenza. 

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