Da Torrette a Portonovo, la costa di Ancona flagellata dalle mareggiate

Vento forte, mare in burrasca e freddo hanno flagellato la costa anconetana. Da nord a sud le mareggiate non hanno risparmiato nulla. A Torrette le onde hanno distrutto lo storico ristorante "La Vecchia Pesca"

Mareggiata al Passetto

Vento forte, mare in burrasca e freddo hanno flagellato la costa anconetana. Da nord a sud. Da Torrette fino a Portonovo, le mareggiate non hanno risparmiato nulla. A Torrette le onde hanno distrutto lo storico ristorante “La Vecchia Pesca” sorto su una palafitta 50 anni fa. Ieri notte il locale è stato sventrato dalla forza dell’acqua e dilaniato da alcune piccole imbarcazioni che, in balia delle correnti, come fossero proiettili, hanno sfondato il locale. "Ce la prenderemo con la Regione perchè è una calamità naturale - ha detto il titolare Giorgio Dedé - Non hanno mai fatto niente per proteggere le scogliere, che sono basse e con l'innalzamento della marea, questa ha portato via le tre palafitte sul lato della ferrovia, il porticciolo di torrette non c' è più, le barche affondate non si contano, parliamo di un danno di 200mila euro a occhio e croce".

Nella mattinata sono intervenute alcune società private per la pulizia e la manutenzione. Come alla fermata ferroviaria di Ancona-Torrette, off limits fino all’ora di pranzo, lì gli operatori hanno lavorato per ripulire il sotto passo drenando l’acqua con le motopompe. Intervento del Comune invece in zona frana, dove sono stati puliti i fossi in gestione al Comune, in particolare quelli della “Lunga”, della “Conceria” e di Torrette.

A pagare il conto del maltempo è stato anche il Passetto dove, al di là dell’ormai consueta distruzione della spiaggia artificiale, le onde sono state capaci di aprire due voragini, grandi come delle automobili, come neppure un trapano da cantiere sarebbe stato capace di fare. Due grandi fratture nel terreno proprio davanti alle grotte. Anche queste provare dalla potenza del mare. Alcune sono state sfondate da rami, o imbarcazioni senza controllo. In alcuni casi l’acqua si è “mangiata” le porte con tutto quello che c'era dentro. Come nel caso della grotta di Paolo Pinna: “Il mare ci ha portato via la porta e un moscone che avevamo qui. La cucina non c’ è più e adesso sto aspettando un amico che mi porta delle reti per tentare di tamponare la situazione”. Con lui altri grottaroli che, immaginando la situazione, sono scesi per tutelare i propri beni dalla forza della natura. 

Paura anche al porto di Ancona, più precisamente a Fincantieri, dove le mura che dividono il cantiere dal mare sono state abbattute. Impossibile lavorare in quelle condizioni e cosìl’area è stata evacuata per poi bloccare l’attività produttiva per almeno due giorni

Nemmeno Portonovo non è stata risparmiata. Nella zona del grande Lago, quest’ultimo è diventato ancora più grande, trasformando il parcheggio in un immensa palude. Impossibile arrivare al mare se non con un mezzo ad hoc o con un fuoristrada. Lungo la spiaggia tra Emilia e il molo, la spiaggia è arretrata fino ai vari locali. I danni maggiori sono stati riportati dalle cabine, tra il ristorante Il Laghetto e bagni Franco.

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