Mare, la discarica della pandemia: «Meno bottiglie, ma tanti guanti e mascherine»

A lanciare l'allarme sullo stato del mare è stata la Garbage Group, che ripulisce il mare con l'imbarcazione anconetana "Pelikan"

La "Pelikan"

L'emergenza covid ha inaspettate ripercussioni sull'ambiente. Se da una parte il lockdown ha fatto 'respirare' i nostri mari, dall'altra ora dobbiamo fare i conti con una nuova tipologia di rifiuti: mascherine e guanti monouso che arrivano anche nelle nostre acque, raccolti nel porto di Ancona dal Pelikan, l'imbarcazione 'spazzino' che ripulisce il mare ideata dall'azienda Garbage, da anni attiva nel trattamento e nello smaltimento di rifiuti speciali 'offshore'. Una triste scoperta fatta ad aprile ma il fenomeno non si arresta tanto che «in questo periodo abbiamo trovato meno bottiglie di plastica e più guanti e mascherine. Ora un po' di meno, ma perché se ne sta facendo un uso minore, però la situazione è allarmante", dice all'AdnKronos Paolo Baldoni, Ceo di Garbage Group. Insomma, se "c'è molto inquinamento da plastica, oggi questa è in parte sostituita da mascherine e guanti monouso, che gettati in modo indiscriminato dai fiumi arrivano in mare. E le aziende organizzate per fare qualcosa sono poche», continua Baldoni.

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«Ancona - spiega il Ceo di Garbage Group - è un polo tecnologico scientifico in cui si fa ricerca e innovazione per trovare le migliori tecnologie da montare sul battello per aspirare idrocarburi, rifiuti, plastica; abbiamo una scuola di formazione per formare centinaia di comandanti; la Cpn, che è il cantiere che costruisce le barche. Un metodo completo, in un fazzoletto di terra, che funziona e che ci stanno chiedendo in tutto il mondo». Che il porto di Ancona si stia trasformando in un polo scientifico di rilievo per la 'cura' del mare, lo dimostra la recente inaugurazione della sede del Ber - Blue Economy Research che si occuperà di ricerca e sviluppo di soluzioni nel settore del disinquinamento a mare. E con cui Ancona e il suo porto si candidano oggi come punto di riferimento nel Mediterraneo per la innovazione nel settore della Blue Economy. La struttura vede la collaborazione di partner pubblici di spessore come l'Università Politecnica delle Marche e il Cnr - Irbim da un lato, e aziende private come Garbage Group e Cpn che vantano decenni di esperienza nel settore. (Adnkronos)

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