La pandemia colpisce anche la moda, Cna: «Un B2B digitale per le imprese»

La proposta di Cna Ancona: «Un B2B digitale per le imprese con i buyer giapponesi»

Foto di repertorio

ANCONA - La crisi di uno dei gioielli del “made in Italy”, la moda, è forte anche nelle Marche. CNA Ancona si è unita all’appello lanciato da CNA Federmoda nazionale che ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri per chiedere al Governo attenzione per il mondo delle imprese della moda. La forza del nostro sistema moda è data dal permanere in Italia di un tessuto imprenditoriale fortemente connesso ai territori, tanto più nelle Marche e in provincia di Ancona dove l’economia del territorio trae energia dalle migliaia di micro e piccole imprese che apportano competenze e flessibilità all'intera filiera. Un sistema che solo in provincia di Ancona conta 2.500 imprese attive nel settore della produzione moda e 2.000 attività commerciali.

Perse 2 stagioni complete

La pandemia e la conseguente progressiva chiusura del traffico di persone a livello internazionale ha determinato l’interruzione della campagna vendita invernale 20/21, il blocco delle consegne della Primavera Estate 2020, l'invenduto dei negozi chiusi per lockdown, ai quali sono state concesse dilazioni di pagamento per garantire la continuità dei rapporti, la cancellazione di diverse manifestazioni, mentre gli eventi in formato virtuale e i pochi eventi all’estero non hanno dato i risultati sperati. La seconda ondata determina un ulteriore danno per la stagione invernale 2020/2021 e si ripercuoterà sulla prossima campagna vendita per l’AI 2021/2022, stiamo quindi parlando di 4 stagioni, che significano due anni di investimenti senza ritorno, con un calo di fatturato del 2020 che si stima dal 35% al 60%, un’ulteriore previsione sulla PE  2021 dal 50% al 70%. La mancanza di lavoro prolungata non può che determinare una forte riduzione del personale e mancanza di liquidità per far fronte agli impegni con i fornitori, quindi è determinante il mantenimento per tutto il 2021 della cassa integrazione nella speranza che la scoperta del vaccino in questo lasso di tempo permetta al mercato di riprendere anche gradualmente verso i livelli del passato e la rinegoziazione di tutti i finanziamenti con moratoria per ulteriori 18 mesi degli esistenti e concessione di aiuti a fondo perduto in base alle perdite subite causa Covid.

Ripartire dall’Export

Le misure di emergenza non possono essere le uniche attività per questo settore strategico che può e deve guardare con fiducia al futuro. Ma da dove ripartire? Dall’export! Le esportazioni sono da tempo l’aggregato di contabilità nazionale più dinamico della nostra economia che ha trainato la nostra crescita economica negli ultimi anni. Le esportazioni nel nostro Paese sono fatte quasi esclusivamente da produzioni manifatturiere di eccellenza e riconosciute in tutto il mondo. Dai dati Istat-Ice emerge che sono 123.410 le imprese esportatrici micro e piccole, che contribuiscono ad un quinto delle esportazioni. Un’Italia che continua ad avere come motore pulsante i piccoli nonostante tutte le difficoltà e gli effetti pesanti provocati dalla pandemia e che ha nella manifattura il suo punto di forza: la quota tocca il 16%.

B2B digital con il Giappone

Vanno in questa direzione le iniziative organizzate da ICE come "Moda Italia e Shoes from Italy" che si svolge a Tokyo dall'8 al 10 febbraio 2021 e che prevedono la presentazione delle collezioni A/I 21/22 total look uomo donna e bambino. La manifestazione non contempla la presenza fisica di imprenditori dall’Italia, ma la presentazione virtuale delle collezioni e incontri B2B con i buyer giapponesi interessati, attraverso la piattaforma ICE "Fiera Smart 365". Possono partecipare all'iniziativa le imprese che propongono collezioni etichettate esclusivamente "Made in Italy" inviando entro il 24 novembre 2020 la Scheda di Adesione. All'iniziativa si applicano le "Misure straordinarie di sostegno 2020", che prevedono la partecipazione gratuita con 1 modulo espositivo base.

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