Marche in prima linea per un'Europa che tuteli di diritti dei minori

Una nuova proposta di cooperazione elemento centrale dei due incontri sulla Macroregione adriatico – ionica  promossi da Garante dei diritti, Regione Marche e Segretariato Iai (Iniziativa Adriatico Ionica)

Foto di repertorio

«La tutela dei diritti è fondamentale per la costruzione di un’Europa più coesa, sociale e solidale. Tanto più quando si parla di bambini e adolescenti in contesti emergenziali. E proprio dalle Marche abbiamo inteso lanciare una nuova proposta di cooperazione che metta in sinergia tutte le realtà che intervengono nell’area adriatico – ionica». A parlare è il Garante dei diritti, Andrea Nobili, alla luce di quanto emerso nel corso dei due incontri, promossi insieme a Regione Marche e  Segretariato Iai  (Iniziativa Adriatico Ionica) in occasione dei venti anni dalla firma dell’ “Accordo di Ancona”.  Rappresentanti delle istituzioni e della società civile diretti protagonisti dei due incontri organizzati in videoconferenza, a cui ha partecipato anche il Vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo.

«Nella valutazione complessiva  – sottolinea Nobili – è emerso chiaramente come l’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del Coronavirus abbia prodotto importanti mutamenti sociali e relazionali. Il rischio è quello di un oggettivo aumento delle disuguaglianze in tutta l’area di Balcani, che vada a ledere oltre al diritto alla salute, anche quello relativo alla tutela dei minori. E’ stato posto l’accento sulla situazione di quest’ultimi, soprattutto quelli in condizione di maggiore vulnerabilità, per i quali vanno attivate tutte le tutele possibili, mettendo in campo iniziative che assicurino l’assistenza necessaria. Inoltre, occorre che l’Europa elabori un piano straordinario riguardante l’attività scolastica».

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In definitiva due momenti di confronto quelli sulla realtà adriatico - ionica che permettono di gettare le basi per una collaborazione attiva su diversi fronti e per la creazione di una piattaforma di dialogo permanente su temi sociali nell’ambito della Macroregione. «L’obiettivo – conclude Nobili – è quello di un monitoraggio costante della  situazione, che  permetta di interpretare le esigenze del presente e contemporaneamente individui le strade da percorrere  per accogliere, nel migliore dei modi, nuovi ingressi nell’Unione europea, consentendo alla strategia macroregionale di essere strumento per l’allargamento ai Paesi di Balcani occidentali, avendo come presupposto la tutela dei diritti fondamentali».

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