Autisti soccorritori in ufficio anziché in ambulanza: la denuncia della Cisl

Una trentina di ex Croce Rossa confluiti nell'Asur dal primo gennaio non sono stati ancora collocati in servizio. Il sindacato accusa l'Azienda regionale sanitaria

Sono autisti soccorritori ma per ora se ne restano in ufficio nonostante la qualifica. Sono i lavoratori ex Croce Rossa confluiti dal primo gennaio dentro il sistema sanitario regionale e la denuncia parte dalla Fp Cisl Marche che spiega come i lavoratori siano «privi di contratto individuale di lavoro e non assegnati alla guida di ambulanze ma a funzioni pseudo amministrative mentre comprensibilmene per garantire i servizi di ambulanza ci si avvale di convenzioni esterne». A finire sotto accusa è tutta la gestione della sanità regionale fatta attraverso un'azienda unica «che accentra anche i momenti decisionali di scarsissimo rilievo». Secondo la Cisl «la costituzione di un'unica azienda sanitaria regionale, unica esperienza in tutta Italia, che gestisce circa 18mila dipendenti assorbendo l'80% del bilancio regionale non è stata una scelta oculata in quanto toglie ai territori la loro capacità organizzativa gestionale e finanziaria". Il ritardo nell'inquadramento per gli autisti sarebbe dunque da imputare "alla gestione farraginosa e fortemente burocratica dell'Asur» conclude la nota.
 

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