Cronaca

Lotta alla criminalità, De Raho: «Marche territorio di conquista per le mafie»

Questa mattina firmato il protocollo tra Dna, Procura generale della Corte d'appello di Ancona, procura distrettuale Marche e procure circondariali per rafforzare la condivisione di dati in materia di mafie e terrorismo

La firma del protocollo: Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, Sergio Sottani procuratore generale della Corte d'Appello di Ancona

Le mafie hanno tutto l’interesse di investire nelle Marche per questo è fondamentale attuare protocolli come quello condiviso questa mattina in materia di criminalità organizzata e terrorismo. Nell’Aula Mario Amato del tribunale di Ancona oggi era presente il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho arrivato per siglare il protocolloIMG-0041-2 sottoscritto anche dalla procura generale e da quelle circondariali delle Marche. Sul rischio di eventuali infiltrazioni criminali nelle Marche ha risposto così: «Questa è una regione che offre strutture balneari importanti, oltre ad alberghi, bar e ristoranti. Ha una capacità ricettiva significativa ed è naturale che questi siano obiettivi appetibili. Le mafie su tutto il territorio nazionale possono entrare per fagocitare le attività che si trovano in difficoltà, per questo il monitoraggio deve essere molto serio e approfondito». Inoltre ha aggiunto: «E’ un territorio di conquista che consente alla criminalità organizzata, soprattutto di origine straniera, di entrare». Il protocollo aiuterà ad individuare delle zone grigie, monitorando i cambi societari delle imprese in difficoltà, nelle quali viene immesso danaro per acquisire l’azienda, mantenendo però la titolarità già presente, così da rimanere nell’anonimato. Grazie appunto al protocollo sarà possibile sventare e anticipare queste pratiche, grazie alle informazioni condivise nelle banche dati.

Sottani ai saluti

In occasione della firma questa mattina il procuratore nazionale antimafia ha voluto ringraziare per il suo lavoro Sergio Sottani, procuratore generale della Corte d'Appello di Ancona ovviamente presente insieme al procuratore capo di Ancona, Monica Garulli. Sottani lascia il capoluogo dorico dopo 4 anni e, dalla prossima settimana, inizierà il suo nuovo incarico come procuratore generale di Perugia. «Vado via contento - dice Sottani -perché sarò a lavorare nella mia città, ma sono dispiaciuto di lasciare una regione dove si vive bene. Ci tenevo molto a dare un segnale oggi con la presenza del procuratore nazionale antimafia. Significa porre massima attenzione alle Marche affinché non peggiorino. Un protocollo così è importante, certo, però è l’impegno come squadra che fa la differenza. Il pericolo c’è sempre e bisogna stare attenti, con attenzione particolare alle mafie etniche, sempre più specializzate».

Reati spia

In tema di delitti, particolare interessante la sezione del protocollo relativa ai cosiddetti “reati spia”, cioè quelli che vengono compiuti e che sono riconducibili ad un contesto di criminalità organizzata «E’ il caso ad esempio - prosegue De Raho - dell’omicidio, del riciclaggio e della detenzione di armi. L’informativa di reato viene condivisa dal procuratore circondariale al procuratore distrettuale creando dunque una condivisione delle conoscenze. Quello che ci consegna questo protocollo è un metodo di lavoro». Il procuratore nazionale antimafia si è focalizzato poi sul rischio di eventuali infiltrazioni mafiose nei cantieri della ricostruzione post sisma. De Raho ha detto che «l’attenzione è altissima, anche perché ci sono verifiche in prevenzione e nell’ambito del monitoraggio che viene sviluppato negli appalti pubblici». Poi ha concluso: «Non dobbiamo consentire alle mafie di entrare neanche con un euro nelle attività economiche presenti. Le mafie sono un cancro della società, uno strumento che determina l'arretramento di una parte di Italia che ha invece bisogno di essere aiutata».

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