Marche, maglia nera per le vaccinazioni: il Rotary fa il punto con D'Errico

Il Club falconarese cerca di fare chiarezza sui vaccini con il preside della facoltà di Medicina: «Guai ad affidarsi al dottor Google ma i medici diano più informazioni»

Vaccino sì, vaccino no. Il dibattito è aperto da tempo e nelle Marche, regione che più delle altre ha assistito a un vero e proprio crollo delle vaccinazioni in età pediatrica, il tema è più sentito che mai. Così, proprio a questo argomento è stata dedicata la conviviale di martedì 19 aprile del Rotary Club di Falconara che ha cercato di chiarire i vari aspetti della vicenda in compagnia di Marcello D'Errico, medico epidemiologo e preside della facoltà di Medicina alla Politecnica delle Marche. Secondo l'esperto l'approccio non deve essere di chiusura totale ma nemmeno va preso con leggerezza. «Occorre invece informazione - ha esordito D'Errico - anche se c'è molta difficoltà nel diffondere la cultura alla salute». Nelle Marche, negli ultimi tre anni, la copertura vaccinale è crollata. Tra le regioni d'Italia siamo terzultimi in graduatoria con appena l'81,4% di copertura vaccinale per rosolia, morbillo e parotite. Peggio di noi solo Valle d'Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano mentre nel 2012 eravamo al primo posto con il 96,7% di copertura. Non va meglio per la poliomielite: da quarta regione d'Italia nel 2012, gli ultimi dati ci danno sotto di un punto percentuale rispetto alla media nazionale.

«E i dati del 2015 - aggiunge il medico - seppur migliorati sono sempre bassi. I motivi? Paghiamo la disinformazione fatta anche da alcuni colleghi medici. I vaccini possono dare effetti collaterali, è bene che si sappia, che la popolazione ne sia consapevole. Come occorre essere consapevoli che il pilastro è la prevenzione e che non ci si può affidare al dottor Google» ha ammonito criticando l'uso diffuso delle persone di prendere come oro colato le notizie reperite a caso sul web.Un impatto preoccupante, insomma, per la nostra regione. Nella quale il 63,4% delle famiglie non ha risposto alla chiamata per il vaccino dei figli per morbillo, parotite e rosolia con punte, per la provincia di Ancona, a Senigallia e a Jesi. Nel capoluogo dorico il dato è al 45,5%. «Vaccinarsi serve per tutelare la propria comunità ma occorre informazione - ammonisce D'Errico - In Veneto, ad esempio, c'è il più alto tasso di vaccinazioni ma nessuna obbligatorietà perché è sono state effettuate numerose campagna informative. Anche negli Stati Uniti le vaccinazioni non sono obbligatorie ma sono richieste, diventando così indispensabili, se ci si iscrive a scuola o a un corso formativo. Insomma, dobbiamo agire nell'ottica della tutela della salute».

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