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La manifestazione davanti al "Dorico"

La manifestazione davanti al "Dorico"

Carovana in auto da tutta la regione: «Sanità marchigiana verso il fanalino di coda»

Clacson e bandiere che sventolano dalle auto. Gli attivisti dei centri sociali si sono radunati davanti allo stadio Dorico per manifestare contro la gestione dell'emergenza sanitaria

«La cavia la posso anche fare, ma solo se serve alle persone e non a una multinazionale per incrementare i tanti miliardi che ha già messo in cassa». E’ solo uno dei pensieri che si sono levati dal sit-in di oggi pomeriggio davanti allo stadio Dorico. I Centri Sociali delle Marche sono arrivati davanti l’impianto sportivo del viale della vittoria con una carovana di circa venti automobili partite da diverse città della regione tra cui Fano, Civitanova, Macerata, Jesi e Porto San Giorgio.

La manifestazione davanti al "Dorico" | VIDEO

Dito puntato contro la gestione sanitaria dell’emergenza Covid-19 da parte del Governo e della Giunta Acquaroli: «La situazione nelle Marche è drammatica, mancano medici anestesisti e posti letto in ospedale- dice l’attivista Enrico Bocchini- questa Giunta invece continua a dare soldi al privato». Tra i presenti c'era anche il capogruppo di Altra Idea di Città, Francesco Rubini. La manifestazione, tuttavia, è stata apartitica e nessuna bandiera sventolava rappresentando simboli specifici. 

I vaccini

Attenzione puntata, in particolare, sulla campagna vaccinale e il «sistema clientelare», dicono gli attivisti, che in diverse regioni ha consentito la vaccinazione di varie categorie a scapito dei più fragili. Poi, il timore che già dall'anno prossimo le multinazionali possano vendere le dosi a prezzo maggiorato: «Sui vaccini ci siamo mobilitati anche nei mesi scorsi, i brevetti vanno espropriati e la ricerca deve essere pubblica- continua Bocchini- la campagna vaccinale non può essere ostaggio dei colossi del farmaco, ecco perché la scorsa settimana abbiamo contestato la “passerella” di Figliuolo e Acquaroli a Macerata. Avevano parlato di 500 mila iniezioni al giorno, abbiamo visto che non è così». 

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