Piazza della Repubblica: “Le politiche del governo Renzi non ci piacciono” e la sinistra scende in piazza

C'erano tutti quelli che sono contro il Job Act, la cancellazione dell'Art 18, contro le politiche di austerità intraprese dal governo Renzi e Roberto Ghiselli della Cgil Marche lancia la mobilitazione per il 25 ottobre

«Non ci piacciono le politiche economico-sociali di questo governo come non ci piacciono quelle del governo precedente" ha detto Edoardo Mentrasti, ex candidato Sel, aprendo la manifestazione della sinistra anconetana di sabato, in piazza Repubblica, davanti al teatro delle Muse. Presenti Sel, Cgil, Prci, Pci. In tutto più di cento persone per ascoltare gli interventi. Ma soprattutto per lanciare la mobilitazione del prossimo 25 ottobre, quando la Cgil ha chiamato a raccolta a Roma tutti quelli che sono contro il "Job Act" del governo, la cancellazione dell’Art 18, contro le politiche di austerità intraprese dal premier Matteo Renzi, mantenendo quel cordone ombelicale con l’”Europa delle multinazionali”. 

Sul palco sono saliti alcuni esponenti della sinistra dorica come Matteo Cognini, coordinatore provinciale Sel, che ha detto che è ora di riaprire una stagione di battaglie e ricercare una formula che possa riunire tutte le anima della sinistra italiana. 

Ma hanno parlato anche i giovani, quelli del futuro come Leonardo Attini, membro del coordinamento della Rete degli Studenti Medi delle Marche. Lui, originario di San Benedetto e matricola all’università di ingegneria di Ancona, ha detto: «Nel “Patto per la scuola” ci sono cose che critichiamo e cose positive. Ma di base siamo contrari ai principi che la animano. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’assunzione di 150mila precari in più, riducendo la scuola ai minimi termini. Ma soprattutto siamo contrari ad una scuola aziendalista dove il merito rischia di portare ad una didattica sempre più eterogenea, per cui i professori siano continuamente in cerca di uno scatto professionale. Di contro c’è sempre meno potere agli organi collegiali, che invece dovrebbero essere i veri timonieri di un’istruzione che deve restare pubblica»

Per la Cgil Marche ha parlato Roberto Ghiselli: «Non è vero che Imprese non investono perchè il mercato del lavoro è rigido. Non è vero che se non si liberalizza il mercato la disoccupazione aumenta. La Spagna è il più flessibile d’Europa, l non ci sono più regole, eppure c’è il 25% di disoccupazione. Il problema è che lo Stato non investe più in ricerca e innovazione. E allora a cosa serve questa offensiva contro i diretti dei lavoratori, tra cui anche l’articolo 18?. Il 25 ottobre è un giorno decisivo perché dobbiamo sapere che questa battaglia che comincia a Roma è per il lavoro e la dignità».

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