menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Alcuni attivisti alla manifestazione

Alcuni attivisti alla manifestazione

«Le Marche sono un lazzaretto a cielo aperto, politica di Acquaroli produce morti»

Centri sociali in piazza ad Ancona per manifestare contro la gestione dell'emergenza pandemica da parte della Regione Marche

Un centinaio di persone con mascherine sul volto, cartelli in mano e nessuna bandiera politica a sventolare. Gli attivisti di Centri Sociali delle Marche si sono radunati a piazza Roma per manifestare pacificamente contro la gestione dell’emergenza pandemica da parte della Giunta Acquaroli (GUARDA IL VIDEO). Proprio la politica della Regione è stata il bersaglio di parole forti, pronunciate all’altoparlante o scritte su cartelli e striscioni. «La Giunta Acquaroli sta producendo morti- attacca l’attivista Nicola Mancini- la nostra Regione è stata trasformata in un lazzaretto a cielo aperto da chi, per far felice qualche bottegaio, ha mandato su questa giunta di improbabili. Ha fatto correre il Covid per soddisfare un certo tipo di elettorato che crede nella priorità del profitto». Sotto accusa, dicono gli attivisti in un comunicato: «L’aumento del 40% dei finanziamenti pubblici al privato» ma anche la carenza di personale sanitario: «Le Marche sono la regione con il minor numero di medici anestesisti ed è l’unica regione che per quest’anno non ha previsto nessuna borsa di studio in medicina» prosegue la nota. 

Giovanni Fraticelli ha raccontato la sua esperienza da ex paziente Covid: «In Pronto Soccorso era un viavai continuo e il 7 febbraio i vertici del Pronto Soccorso di Torrette avevano denunciato alla Regione che la situazione stava per diventare esplosiva. Lo screening?- continua Fraticelli- è stata propaganda. Io vivo in 50 metri quadrati, quei soldi potevano essere usati per testare persone vicine a contagiati come me, in questo modo avremmo circoscritto le infezioni». 

Tra le proposte emerse dalla piazza, quella di una sanità territoriale e di prossimità oltre alla revoca dei brevetti e delle licenze sui vaccini. Dito puntato su una campagna che va a rilento, dicono gli attivisti, aggiungendo che: «La ricerca deve essere pubblica e non affidata alle multinazionali». 
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Ancona millenaria va in tv: la storia della "dorica" in prima serata

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AnconaToday è in caricamento