Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Corso Giuseppe Garibaldi

"No alle trivelle nell'Adriatico", ad Ancona manifestano in mille

C’erano i Cobas, il coordinamento “No Ombrina” dall’Abruzzo, Legambiente, “S.O.S. Adriatico” dall’Emilia Romagna. C’erano cittadini e centri sociali da tutte le Marche, come anche alcuni politici locali

Il corteo lungo via XXIX Settembre

No alle trivelle nell’Adriatico, utili per estrarre il petrolio. No al petrolio, oggi causa di guerre, per guardare invece ad altre fonti di energia. No alle guerre, in nome del petrolio appunto. Il problema non è la singola trivella. Il punto è l’intero sistema di sviluppo economico, oggi non più sostenibile. Ne sono convinti le circa mille persone scese in strada sabato pomeriggio ad Ancona, tra comitati cittadini, politici, centro sociali, associazioni per il territorio e sindacati. Sono partiti dalla fiera della Pesca intorno alle 16:00, sono arrivati alle Muse risalendo corso Garibaldi, per poi passare in piazza Cavour e terminare in piazza Roma. Un corteo pacifico e partecipato per esprimere tutta la propria contrarietà alle trivellazioni in Adriatico, ora autorizzate dal decreto “Sblocca Italia” del governo Renzi.

«Vogliamo un nuovo modello di sviluppo economico - ha detto il referente del “No Triv” di Senigallia Nicola Mancini - Dobbiamo abbandonare il combustibile fossile e il petrolio. Serve un’economia centralizzata e sostenibile e non ci sono alternative se no questo mondo ha i giorni contati». Alla testa del corteo, insieme agli organizzatori, c’era lo striscione più rappresentativo: “No trivelle. No petrolio. No guerre”. A seguire tanti snodi del serpentone. C’erano i Cobas, c’era il coordinamento “No Ombrinadall’Abruzzo, c’era Legambiente, c’era “S.O.S. Adriaticodall’Emilia Romagna. C’erano cittadini e centri sociali da tutte le Marche. E c’erano gli amici di Alessio Abram, tifoso e militante dell’Ancona arrestato di recente per un cumulo di pene. Ma c’era anche la politica locale con i consiglieri comunali Andrea Quattrini (M5S), Francesco Rubini (Sel - ABC) e Stefano Crispiani (Sel - ABC).

La manifestazione si è svolta senza problemi, mentre il corteo si fermava a tappe per consentire l’intervento al microfono di qualche partecipante. E dopo via Marconi e via XXIX Settembre, interdette al traffico dalle pattuglie della Municipale, le centinaia di manifestanti sono arrivati lungo corso Garibaldi, dove è intervenuta anche l’assessore all’ambiente di Civitanova Marche Cristiana Cecchetti: «Se si va avanti con le trivelle sarebbe un disastro irreparabile, non ci sarebbe più pesca e turismo. Le trivellazioni vengono fatte con un sistema pericoloso per la fauna marina, per un danno economico insostenibile. Se poi ci aggiungiamo che dal Veneto fino alla Puglia è una concessione dietro l’altra, ci saranno migliaia di trivellazioni  e ci saranno sicuramente degli incidenti. Inoltre questo tipo di trivellazione inducono fenomeni sismici. Ancona pensiamoci bene».

Ma il capoluogo marchigiano è solo il punto di partenza perché gli esponenti del gruppo “No Trivelle Marche” hanno annunciato come si debba partire proprio da qui per una mobilitazione in tutta Italia. Soprattutto alla vigilia del summit di Parigi sui cambiamenti climatici. Il corteo si è poi sciolto in piazza Roma intorno alle 19:00. Nessun problema di ordine pubblico, sempre gestito dalla Polizia di Ancona, accompagnando i manifestanti. Sul finale solo qualche blitz da parte di alcuni cani sciolti che hanno attaccato vari adesivi “Trivelle Zero Marche”. Un motto che lunedì mattina non passerà inosservato a chi si recherà al palazzo della Regione di piazza Cavour, il cui portone è stato tappezzato di adesivi.

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