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Indesit, presidio davanti alla Regione: “Qui per rivendicare il lavoro”

La forma di protesta è stata decisa dai lavoratori durante l'assemblea di oggi a Fabriano. Una delegazione ricevuta dagli assessori regionali al Lavoro Marco Luchetti e alle Attività produttive Sara Giannini

Presidio dei lavoratori Indesit stamane davanti alla sede dell'aula consiliare dell'Assemblea legislativa delle Marche, dopo il tavolo di ieri al Ministero dello Sviluppo Economico. "Siamo qui per rivendicare il nostro posto di lavoro - ha detto uno dei manifestanti -, è una forma di protesta spontanea, decisa dai lavoratori durante l'assemblea di oggi a Fabriano".

I lavoratori hanno chiesto al presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi di entrare nell'aula consiliare e di parlare. Poi è stato deciso di far incontrare una corposa delegazione con gli assessori regionali al Lavoro Marco Luchetti e alle Attività produttive Sara Giannini.

Parlando con i giornalisti, Fabrizio Bassotti (Fiom Cgil) ha ribadito la sua contrarietà al piano, anche nella sua forma "alleggerita" sul fronte degli esuberi (da 1.425 a 1.030), presentata ieri al tavolo romano e ha ripetuto in particolare le critiche allo spostamento di alcune produzioni (l'assemblaggio dei piani cottura) da Melano a Caserta. Un trasferimento "che non garantisce neppure lo stabilimento casertano - ha osservato - e che comunque comporta, secondo quanto ha detto l'azienda, un aggravio di costi di 4 milioni di euro con ripercussioni sul contratto integrativo". I lavoratori hanno chiesto anche alla Regione Marche, che per altro non ha competenze in materia, di "far sentire la sua voce".

SARA GIANNINI. “Nella vertenza Indesit la Regione Marche è al fianco dei lavoratori e dei sindacati ed è contraria all'ipotesi dello spostamento di parte delle produzioni dallo stabilimento fabrianese di Melano a quello di Caserta”. Lo ha detto l'assessore regionale alle Attività Produttive Sara Giannini, durante un incontro con i lavoratori della multinazionale del bianco e con i rappresentanti di Fiom e Fim sul piazzale di Palazzo Leopardi, una delle sedi della Regione.
Dell'ipotesi di spostare l'assemblaggio dei piani cottura si era parlato anche ieri, durante il tavolo presso il ministero dello Sviluppo Economico, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle Regioni interessate (Marche e Campania), tra cui la stessa Giannini.
Le Regioni però - ha spiegato oggi ai manifestanti, arrivati dagli stabilimenti di Albacina e Melano, dove stamane si sono tenute delle assemblee - non hanno preso la parola, perché i lavori si sono interrotti per due incontri separati per volontà del Governo, “uno tra ministero e azienda, l'altro tra ministero e sindacati”. I sindacati poi si sono riuniti, senza far entrare le Regioni, e “alla fine siamo stati informati che era stato deciso di prendersi 15 giorni per approfondire il piano della Indesit” nella versione "alleggerita" sul fronte degli esuberi.
“Per altro - ha ribadito la Giannini – “la Regione Marche ha già fatto un pezzo della sua parte: nella stesura iniziale il piano prevedeva la chiusura di Melano, ora non più”. E questo grazie a un'altra iniziativa messa in campo dalla medesima Regione, il progetto di innovazione e ricerca del settore degli elettrodomestici, che dovrebbe avere sede proprio a Melano. “In base alle norme Ue, la Regione Marche - ha spiegato ancora la Giannini - non può intervenire con proprie risorse a sostegno delle grandi imprese come la Indesit, a differenza di Campania, Puglia e Calabria, che sono regioni cosiddette di convergenza. Possiamo però sostenere economicamente iniziative di filiera che coinvolgono Pmi e grandi imprese, come quella della piattaforma”.

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