Cronaca

Casa De Nialtri non si ferma, manifestazione per rivendicare diritto alla casa

Non solo una manifestazione per rivendicare il diritto alla casa per tutti, ma anche una manifestazione con slogan e cori contro il sindaco Valeria Mancinelli. In più di 500 ieri hanno bloccato il centro

Per il diritto all’abitazione da parte di tutti, italiani e non; contro gli sfratti; per la riapertura delle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari. Per questo ieri sono scesi in piazza circa 500 persone richiamate dal gruppo di Casa De Nialtri, che ha voluto ribadire che loro non si fermeranno nonostante lo sgombero dell’ex scuola di via Ragusa. “Casa, reddito e dignità non si sgomberano. Casa De Nialtri non si ferma” è lo slogan che ha accompagnato la testa della manifestazione per tutto il tempo, sorretto dai protagonisti dell’occupazione, i migranti e i senzatetto.  Il corteo si è formato in piazza Ugo Bassi verso le ore 17 per poi partire lungo corso Carlo Alberto, deviando poi in via Marconi. Insieme a Casa de Nialtri c’era Rifondazione Comunista, anarchici, Unione inquilini, immigrati e centri sociali delle Marche uniti sotto un unico vessillo.

Ma non si può far finta che quella di ieri non fosse anche una manifestazione contro il sindaco Valeria Mancinelli, accusata di aver messo in atto lo scorso 6 febbraio una “vera e propria deportazione”.  Al punto che alla testa della manifestazione è sempre stato presente uno striscione che la raffigurava in versione celerina con la scritta:Mancinelli Manganelli”. Contro il sindaco anche parole dure. Come quelle di Nicola Mancini del centro sociale Arvultura di Senigallia che ha detto: “E’ un sindaco indegno che ha messo in atto una deportazione, si deve dimettere perché in questa città ha sospeso la democrazia”.  Il corteo si è sempre mosso in una città blindata dalla presenza di almeno 200 uomini delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, tra polizia carabinieri e guardia di finanza, che hanno accompagnato la manifestazione a vista. Va detto che quello di ieri è sempre stato un corteo non violento, che si è fermato di tanto in tanto per dare la parola ai coordinatori dell’evento. Ha parlato soprattutto Silvana Pazzagli che, oltre ad aver criticato aspramente il sindaco, ha ricordato il senso di Casa De Nialtri: “Vogliamo dire al sindaco che non siamo invisibili e che con casa De Nialtri abbiamo dato non solo un tetto alle persone ma siamo andati oltre una forma assistenzialistica, creando una vera famiglia che ha ridato dignità alle persone”. 

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SEDE DEL PD. Il corteo poi è risalito lungo corso Mazzini e si è fermato in piazza Stamira, di fronte alla sede del Partito Democratico. Una sede blindata da un cordone della Guardia di Finanza, visto anche l’assalto alla sede democrat qualche giorno fa. Peccato che nessuno dei manifestanti abbia speso una parola per censurare o prendere le distanze da quel fatto. Anzi la Pazzagli ha attaccato il partito della città: “E’ un partito vergognoso. Ma che partito di sinistra è questo?”.

DAVANTI AL COMUNE. Il corteo poi è arrivato di fronte al comune in una piazza 24 maggio surreale.  Un cordone di agenti era schierato di fronte all’ingresso di palazzo del popolo mentre almeno 3 furgoni della polizia, con agenti al seguito, avevano creato un blocco per isolare il viale della Vittoria dai manifestanti. Attimi di tensione quando la Pazzagli ha fatto sapere che le forze dell’ordine, all’ultimo momento, avevano chiesto loro di non passare lungo corso Garibaldi perché di sabato pomeriggio non sarebbe stato opportuno. Ma i manifestanti hanno deciso di non tradire il programma iniziale e si sono diretti in piazza Roma dove la manifestazione è terminata vero le 20,30. 

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