Senigallia: volontari manifestano contro la vendita di animali alla fiera di Sant'Agostino

Prosegue il picchettaggio pacifico operato dalle associazioni animaliste - ma anche da semplici cittadini - alla fiera di Sant'Agostino a Senigallia contro la vendita di animali vivi nelle fiere

Prosegue il picchettaggio pacifico operato dalle associazioni animaliste – ma anche da semplici cittadini – alla fiera di Sant’Agostino a Senigallia contro la vendita di animali vivi nelle fiere.
Moltissimi i visitatori incontrati dai volontari, così come sono state molte le “storie” incontrate, come quella di Michele e Priscilla, che avevano comprati di animali nelle fiere e subito dopo sono morti perché già ammalati o non vaccinati a dovere, ad hanno quindi risposto di buon grado all’appello dei manifestanti.

Ecco che cosa ci ha detto Manuela Pallotta, presidente dell’associazione Amici Animali Onlus:

“Anche ieri sera abbiamo espresso la nostra disapprovazione attraverso un legale picchettaggio, autorizzato dalla questura, alla fiera di S. Agostino di Senigallia, per protestare contro la vendita di animali vivi nelle fiere.
Molte le persone che si sono fermate per chiederci spiegazioni e per avallare la nostra protesta. Purtroppo anche molte quelle che invece hanno preferito comprare animali, cuccioli ovviamente.
Riteniamo questa, una usanza medievale e ci sorprendiamo non poco che il Sindaco di Senigallia abbia concesso il permesso a questi commercianti di esseri viventi, di essere presenti alla Fiera. Cosa che non succede ad esempio a Recanati e ad Ancona.

Purtroppo come sempre accade, è la domanda che fa prolificare questa assurda offerta di esseri viventi. La nostra società che dà più che altro importanza al bello, alla razza, all'estetica, trova normale produrre cuccioli di razza, così come si producono vestiti o scarpe alla moda. Una catena di montaggio infinita che parte dalle fattrici perennemente incinte e finiscono nei cuccioli sballottati per giorni nei furgoni, poi messi nelle gabbiette in bella mostra come se fossero fenomeni da baraccone.



L'assurdo poi tocca vertici altissimi quando la persona che li compra ti dice che lo ha fatto "per il loro bene" per "toglierli da quella situazione di evidente disagio" e dar loro una vita tranquilla in famiglia. Non riuscendo o non volendo capire che più persone ci saranno che li compreranno, più si alimenteranno queste nascite all'infinito.
Un commercio che una città moderna, turistica e all'avanguardia come Senigallia, perla della costa Adriatica, si poteva sinceramente risparmiare.
Chissà cosa ne penseranno i tanti turisti dell'Europa del Nord in vacanza dalle nostre parti, abituati a ben altro e con un senso civico e un rispetto per gli animali ben superiore ai nostri.
Confidiamo che il Sindaco di prenda coscienza di questa situazione e vi ponga immediato rimedio.”
 

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