Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Via Cardeto

Via Cardeto: “presidio anti-sfratto”, azione legale rimandata di 30 giorni

Al centro della manifestazione la vicenda di un'inquilina del civico 32, la signora Elisabetta Violet, che dieci anni fa si "autoassegnò" l'appartamento di fronte a quello in cui tutt'ora vive la figlia

Tutto rimandato di 30 giorni. Questa mattina in via Cardeto si è svolto il “presidio anti-sfratto” organizzato dal Centro Sociale Asilo Politico, Sel, Ancona Bene Comune. Presente anche l’Unione Inquilini di Ancona.
Al centro della manifestazione la vicenda di un’inquilina del civico 32, la signora Elisabetta Violet, che dieci anni fa si “autoassegnò” l’appartamento di fronte a quello in cui tutt’ora vive la figlia, occupandolo di fatto abusivamente. La signora corrispose di sua iniziativa fino allo scorso anno il canone mensile di 80 euro, ma smise di pagare quando l’adeguamento fece alzare l’affitto a 270 euro, cifra incompatibile con la sua pensione minima.
La vicenda nel frattempo era approdata in tribunale; Erap e ufficiale giudiziario si sono dunque presentati questa mattina in via Cardeto per rendere esecutivo lo sfratto e hanno parlato con i manifestanti e con l’avvocato Stefano Crispiani, capogruppo Sel. La decisione è stata quella di prorogare l’azione legale di 30 giorni: nel corso di questo mese ci sarà infatti un ulteriore pronunciamento del giudice sul caso.

“Siamo qui per fare in modo che in questa città si comprenda che una persona senza casa è un problema, non è una soluzione” ha dichiarato Crispiani. “Gli foto(16)-2sfratti per morosità sono duplicati, probabilmente triplicheranno entro la fine dell'anno. Aumentano le persone che non sanno come arrivare a fine mese. Ci sono stati 1000 distacchi d'acqua. Non si possono lasciare sole queste persone. E' un problema che riguarda l'intera collettività, è un problema politico che riguarda l'amministrazione comunale di Ancona. La crisi non è solo Pil, deficit e spread. La crisi è anche il mancato riconoscimento dei propri diritti, l’impossibilità di avere le cose essenziali. Vogliamo che si intervenga. Bisognerebbe fare un censimento di tutti gli immobili disponibili, mettere a disposizione degli alloggi di emergenza. L'amministrazione ha un patrimonio molto grande, tanto è vero che ne risulta difficile la mappatura. Porteremo in consiglio comunale un'iniziativa per iniziare il monitoraggio delle proprietà. Non c'è più tempo”.

Per aprire una discussione su questi temi Sel e Ancona Bene Comune lanciano per il 29 novembre un'assemblea pubblica aperta “che affronti il tema dell'emergenza abitativa e che sappia intercettare i centinaia di casi in questione”.

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