Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

«Regione Marche contro le donne»: proteste in tutta la provincia a difesa del diritto all'aborto

Diverse donne in tutta la provincia si sono mobilitate con presidi e flash-mob davanti ai vari distretti sanitari contro la posizione espressa dalla giunta della Regione Marche sul tema dell'aborto

E’ sempre stata una delle preoccupazioni per i detrattori del Governo Acquaroli, anche quando questo era soltanto un’ipotesi, mentre per una parte dell’elettorato di Centrodestra non è mai stata percepita come una priorità in una Regione con problemi legati al settore economico-infrastrutturale e al disastro del terremoto del 2016. E' forse anche per questo che si sono viste le prime barricate a difesa di una ipotetica politica anti-abortista nelle Marche. I segnali ci sono, non si può dire il contrario dopo le dichiarazioni dell’assessore alla Cultura e Pari opportunità Giorgia Latini e le più recenti affermazioni dell’assessore alla sanità Saltamartini, che ha annunciato in consiglio regionale l’intenzione di “potenziare” i consultori.

Infatti oggi, nonostante le restrizioni dovute all'emergenza sanitaria, diverse donne in tutta la provincia si sono mobilitate con presidi e flash-mob davanti ai vari distretti sanitari, per manifestare contro la posizione espressa dalla Latini. Il timore è che questo posizioni lascino presagire un arretramento rispetto alla legge 194 e alle recenti linee guida sulla Ru486 pubblicate dal Ministero della Salute lo scorso agosto, per cui era stato annullato l'obbligo di ricovero dall'assunzione della pillola abortiva, allungando il periodo in cui si può ricorrere al farmaco fino alla nona settimana di gravidanza.

“La Regione ha dichiarato guerra alle donne e al loro diritto di scelta sui loro corpi. Le donne resisteranno e non faranno sconti sulla loro libertà di esistere”. Si legge in uno dei post Facebook di chi ha partecipato. Così oggi, davanti all’ ex Crass di Ancona, le sedi Asur e i consultori di Chiaravalle, Fabriano, Jesi, ma anche in altre province marchigiane, si è svolto un flashmob per lanciare una mobilitazione contro gli intenti dell’assessore Latini, ma anche quello alla sanità Filippo Saltamartini. 

“Oggi anche a Jesi, come in molte altre città delle Marche, siamo scese in strada per manifestare la nostra rabbia e la nostra indignazione nei confronti delle posizioni espresse dalla giunta regionale. - si legge in un post del Collettivo Transfemminista Jesi- Non faremo un passo indietro rispetto ai nostri diritti, messi ancora una volta in discussione. Pericolose, sessiste e razziste sono dunque le dichiarazioni di Saltamartini e della Latini, ma non sono passate inosservate. Non faremo un passo indietro”. 

Da parte del Laboratorio sociale Fabbri di Fabriano, le dichiarazioni della Regione sono choccanti perché “esprimono la volontà di modificare la normativa sulla procedura della somministrazione della Ru486. Sebbene il diritto all'aborto sia formalmente assicurato, le difficoltà che le donne incontrano nel percorso di Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza) non assicurano la piena espressione di una libertà sancita e riconosciuta. Se a questo aggiungiamo il fatto che la giunta regionale rema in direzione contraria rispetto all'ampliamento dei diritti delle donne, che l'assessora Latini dichiara di essere "contraria all'aborto" capiamo come gli obiettori di coscienza possono trovare un punto di riferimento politico e una legittimazione istituzionale che minano l’esercizio di un diritto.

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