Cronaca

Il maneggio nel cuore della città: «Lo riportiamo a disposizione della gente»

E’ tornato in attività nel 2011 dopo anni di chiusura. A febbraio una Onlus l’ha riportato ai vecchi fasti dopo varie gestioni in difficoltà finanziarie

E’ tornato in attività nel 2011 dopo anni di chiusura e lo scorso febbraio l’Associazione Noi per Tutti Onlus l’ha riportato ai vecchi fasti dopo un’alternanza di gestioni in difficoltà societarie. Il maneggio della Cittadella è tornato un punto di riferimento in pieno centro di Ancona per chi ama i cavalli e la natura. Da circa 40 anni si trova nel cuore dell’omonimo parco, è di proprietà demaniale e chiamarlo “scuola di equitazione” è piuttosto riduttivo. «Attraverso la nostra associazione abbiamo cercato di riportare questo posto magico a disposizione dei cittadini» spiega la coordinatrice Annarita Delle Vergini mentre osserva un gruppo di giovanissime allieve che si prende cura di due cavalli sulla soglia della scuderia: «Montare a cavallo non prescinde dal prendersi cura dell’animale, quindi cerchiamo di far avere ai ragazzi un contatto con l’animale per poi iniziare la parte della sellatura e della monta per andare in campo. Non svolgiamo solo equitazione classica, ma anche quella integrata con situazioni di disabilità e attività sociali». I 40 allievi hanno a disposizione giorni settimanali stabiliti per le loro lezioni, ma quando vogliono possono accedere al maneggio per svolgere tutte le attività di contorno. Il più giovane ha solo 4 anni.

 La rivitalizzazione del maneggio è particolarmente importante per Corrado Beer. Oggi è un istruttore, ma 40 anni fa è stato uno dei primi allievi. Ha visto passare cavalli, allievi e gestori ed è considerato la memoria storica del maneggio: «Vedo amici che per un motivo o l’altro hanno dovuto smettere per varie scelte che ancora ricordano con piacere l’esperienza fatta in questo posto. Per un lungo periodo il maneggio è stato lasciato all’abbandono, c’erano erbacce. Poi grazie a queste persone l’attività è ripartita e svolgiamo attività di ippoterapia, scuola di equitazione per ragazzi e adulti». Difronte alla selleria, nello stesso edificio, c’è la scuderia, un corridoio che attraversa una decina di alloggi per cavalli. I giacigli sono di paglia, tutto è naturale. All’uscita del tunnel c’è il recinto dove si svolgono le attività. C’è un gruppo di allievi che si cimenta nella cavalcata a monta inglese mentre Federica prova una gimkana con slalom. Quanto tempo si impiega per cavalcare serenamente? «C’è chi è più portato e chi ci mette un po' di più, ma dipende da vari fattori anche dal rapporto tra persona e cavallo» spiega l’istruttrice Simona Proietti Di Valerio. Su cosa invece offre l’equitazione a un bambino risponde l’altra istruttrice Beatrice Bailetti: «Insegna a prendersi cura di un animale e soprattutto tanta autonomia». 

Nelle aree del maneggio lavora anche Nino. Lui, romano, è un detenuto del carcere di Barcaglione e alla Cittadella svolge la sua attività diurna. Si trova qui perché il maneggio ha in piedi una convenzione con il Tribunale per poter far svolgere lavori di pubblica utilità anche ai detenuti vicini al fine pena. «Qui mi sto ricreando, respiro, vengo qui da quattro mesi e sono quasi un’altra persona». La mascotte del maneggio è il pony Sixty. Si chiama così perché l’associazione l’ha avuto in dono da una signora che a sua volta lo aveva ricevuto per il suo sessantesimo compleanno: «E’ il cavallo più coccolato di tutto il maneggio» spiega Annarita, mentre Lorenza porge al cucciolo un paio di carote che spariscono in pochi secondi. 
 

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