Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Rompe il naso alla compagna poi la perseguita per non farla denunciare. «Ti butto l'acido». Condannato per maltrattamenti e stalking

Imputato un napoletano di 46 anni. Ha preso tre anni di carcere. Per due anni avrebbe fatto vivere una vita d'inferno alla donna con cui stava. Lei è finita più volte in ospedale ma per paura diceva ai medici che erano incidenti domestici  

ANCONA – Finiva puntualmente in ospedale, al pronto soccorso, ma ai medici diceva che erano infortuni domestici. Aveva paura delle conseguenze che una sua denuncia poteva costarle. Una volta le ha rotto il naso, 30 giorni di prognosi, poi l'ha presa a schiaffi riaprendo le ferite ancora non rimarginate, un'altra volta le ha ferito un occhio tirandole un telecomando. Tre anni di relazione di cui due passati a subire le percosse fisiche. A subirli una donna di 50 anni, siciliana, residente ad Ancona. Dal 2015 al 2017 lui l'avrebbe picchiata e poi, nel 2019, perseguitata quando ha trovato la forza di lasciarlo. Arrivare alla denuncia non è stato facile per la vittima. Aveva paura. Nel giorno della festa della donna, era l'8 marzo del 2017, si è rivolta alla polizia e da quel momento la sua vita è svoltata.  L'ex compagno è finito a processo per maltrattamenti in famiglia e stalking e oggi il tribunale dorico lo ha condannato a tre anni. Imputato un napoletano di 46 anni, anche lui residente nel capoluogo dorico, all'epoca dei fatti, e già noto alle forze dell'ordine per precedenti con la giustizia. Le accuse risalgono ad episodi accaduti tra il 2015 e il 2019. Stando alle accuse i due avrebbero avuto una relazione durata tre anni dal 2014 al 2017, durante la quale lei ha scoperto che lui la tradiva.

Una situazione mai accettata dalla donna che a quel punto avrebbe preteso che l'uomo lasciasse la sua abitazione. Da lì è iniziato il suo calvario. Lui avrebbe cominciato a picchiarla, e anche a minacciarla. «Se lo fai ti butto l'acido – gli avrebbe detto - non ho paura della legge, ho fatto tante cose brutte nella vita e non sono stato mai scoperto». A giugno del 2015 il napoletano le ha rotto il naso facendola finire in pronto soccorso. Dopo una settimana l'ha picchiata di nuovo facendo riaprire la ferita. Scene violente sarebbero avvenute anche in strada e in un ristorante sotto casa della donna. Poi dispetti, messaggi, telefonate, improvvisate davanti casa e ancora chiamate da numeri sconosciuti per minacciarla e offenderla. Lui le avrebbe rotto anche la cassetta delle lettere quando lei lo ha mandato via di casa. L'imputato era difeso dall'avvocato Paolo Zaccaria che oggi, in udienza, ha chiesto l'assoluzione per il suo assistito sostenendo che era la vittima a provocarlo perché era gelosa di lui. A volersene andare via sarebbe stato l'uomo e quando ha provato a riprendersi le sue cose personali la donna glielo avrebbe impedito. La siciliana era parte civile con l'avvocato Jacopo Saccomani. 

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