Maltrattamenti nelle scuole, il Ministero studia il modello jesino

L’esperienza di Jesi nella prevenzione dello stress psicologico delle insegnanti degli asili nido diventa un caso di studio nazionale

Sarà presentato all’Ordine Nazionale degli Psicologi che sta portando avanti con il Ministero dell’Istruzione una proposta per individuare i migliori strumenti contro il fenomeno di maltrattamento sui minori a scuola. E l'esperienza di Jesi, con la prevenzione dello stress psicologico delle insegnanti dei nido, diventa un faro. Il percorso avviato dal Comune di Jesi è risultato infatti assolutamente innovativo e coerente con un obiettivo di fondo: quello di prendersi cura di chi cura la crescita dei più piccoli. Un percorso che supera l’idea delle telecamere nelle scuole dell’infanzia, perché punta alla prevenzione e a scongiurare fenomeni che, oltre a suscitare profonda indignazione, hanno costi sociali notevoli per la Comunità.

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L’assessore Campanelli spiega: «A Jesi da due anni abbiamo sperimentato un programma che coinvolge una psicologa-psicoterapeuta nei nidi comunali dove svolge un’attività di formazione, di ascolto e supervisione in gruppo con il personale insegnante e ausiliario delle due strutture pubbliche. Viene messo a disposizione anche uno sportello di ascolto ai genitori. I risultati sono stati molto positivi e contiamo di mutuare questa esperienza anche negli altri sei nidi e centri per l’infanzia in concessione o convenzionati, perché è un’esperienza che deve coinvolgere l’intera città. Di questo progetto sarò chiamata a riferire all’Ordine Nazionale degli Psicologi in un prossimo incontro e sinceramente la cosa non può far che piacere. La situazione nei nostri nidi pubblici è assolutamente tranquilla, perché abbiamo ottime professioniste. Ma è accaduto che alcuni genitori, a fronte del clamore mediatico suscitato da casi nazionali di maltrattamenti, chiedessero anche a Jesi l’installazione di telecamere interne. Come d’altro canto qualcuno in Parlamento tenta oggi di proporre. Io sono assolutamente contraria al lavoro di professionisti svolto sotto l’occhio del grande fratello. Occorre costruire un percorso che prevenga tali fenomeni, perché è oggettivamente vero che quello dell’insegnante nei nidi è uno dei lavori a più alto livello di stress correlato con l’attenzione e il nervosismo che ciò comporta. Ma proprio per questo risulta fondamentale lavorare sulla prevenzione».

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