Cronaca

Botte e minacce alla moglie che vuole vivere all'occidentale. «Ti accoltello la faccia», condannato marito violento

Imputato un bengalese di 43 anni. Avrebbe impedito alla donna di uscire con le amiche, di lavorare e di imparare l'italiano. Lui rigetta le accuse. «Tutto falso»

ANCONA – Lei avrebbe voluto imparare la lingua italiana, uscire con le amiche, lavorare per avere una indipendenza economica ma il marito era contrario al fatto che si occidentalizzasse troppo. Così quelli che per la donna erano desideri di crescita sono diventati solo divieti ai quali se sgarrava per lei erano schiaffi e pugni. Per due anni avrebbe sopportato poi nel 2018 ha denunciato quell'uomo lasciandolo.

Per il marito violento mercoledì è arrivata una condanna, al tribunale di Ancona, a quattro anni e un mese di reclusione per maltrattamenti in famiglia aggravati. Imputato un bengalese di 43 anni. La coppia ha vissuto nel quartiere del Piano e aveva due figli. Il marito avrebbe messo le mani addosso alla moglie anche in presenza dei minori. Almeno tre gli episodi che hanno fatto arrivare a processo l'uomo, difeso dall'avvocato Pietro Sgarbi. In uno, avvenuto prima della denuncia, lei è stata  costretta a rimanere chiusa in casa perché il marito le aveva impedito di recarsi al pronto soccorso quando il 1 maggio del 2018 le avrebbe buttato addosso una bicicletta ferendola alla testa. Di religione musulmana l'imputato avrebbe osteggiato la libertà della moglie, più giovane di lui di otto anni, sua connazionale. La donna lo aveva raggiunto in Italia, ad Ancona, e proprio vivendo nel capoluogo dorico lei voleva adeguarsi alle usanze occidentali ma sono iniziati i maltrattamenti.

Era il 2016 e sarebbero continuati fino al 2018. In casa non c'erano abbastanza soldi ma lui non voleva che la donna lavorasse. Quando aveva trovato un impiego in un negozio di frutta e verdura si era opposto categoricamente. Se lei non ubbidiva lui, stando alle accuse, diventava aggressivo e la picchiava. Prima della bicicletta ci sarebbero stati altri due episodi gravi. In uno lui avrebbe detto alla moglie che l'avrebbe accoltellata alla faccia. Prima della sentenza l'imputato ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee negando le accuse della donna. Uscite le motivazioni, tra 90 giorni, potrà ricorrere in appello alla sentenza del giudice Pietro Merletti. 

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