Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Presa per i capelli e minacciata davanti al figlio piccolo: «Ti ammazzo»

Convivente a processo per maltrattamenti in famiglia. Diversi gli episodi di violenza denunciati dalla giovane compagna. Una notte le ha stretto le mani al collo per un cellulare

ANCONA - Litigi continui perché quando lui beveva si trasformava in un uomo aggressivo e prepotente. In diverse occasioni avrebbe aggredito la giovane compagna non avendo freni nemmeno quando lei era incinta. Tre anni di calvario poi la decisione di lei di denunciarlo, dopo l’ennesima violenza subita nella notte dell’ultimo dell’anno. Era il 31 dicembre del 2022. La coppia, lui 34 anni, lei 24 anni, aveva cenato a casa di amici e avevano con loro il bimbo piccolo, di due anni. Dopo mezzanotte il compagno, di origine colombiana, voleva uscire e continuare i festeggiamenti in centro. La 24enne voleva tornare a casa per via del bambino. Lui avrebbe perso la testa. Presa una bottiglia gliela ha puntata in faccia minacciandola. Grazie agli amici che l’avevano ospitati a cena lei era riuscita a lasciare l’abitazione con il figlio, terrorizzata. Il compagno l’avrebbe chiamata al telefono. «Stasera vado in galera» le aveva promesso lasciandole intendere che le avrebbe fatto del male. Lei aveva chiamato la polizia poi era tornata a casa dai genitori e la mattina dopo lo ha denunciato presentandosi in questura. Con l'accusa di maltrattamenti in famiglia la giudice Francesca De Palma ha rinviato a giudizio il 34enne. Il processo inizierà davanti al collegio penale il prossimo 13 marzo. La coppia stava insieme dal 2018 e solo nel 2020 è andata a convivere perché lei aspettava un bambino.

Durante la convivenza si è accorta che il compagno aveva il vizio del bere e questo lo portava ad innervosirsi per nulla, a rompere oggetti in casa e a sfogarsi con lei in maniera aggressiva. Più volte lo aveva lasciato, ma lui prometteva di cambiare e rivolgersi ad un centro per disintossicarsi ma non lo hai mai portato a termine. Stando a quanto denunciato dalla giovane, lui l'avrebbe picchiata, presa per i capelli, stretto le mani al collo e minacciata di morte. «Ti ammazzo, sei una drogata, sei una put..». A giugno del 2021 l'avrebbe afferrata per il collo solo perché la giovane lo aveva ripreso dicendogli di dormire mentre lui invece giocava con il cellulare sul letto. Il telefonino si era bloccato e voleva il suo. La 24enne si era rifiutata e lui le avrebbe stretto le mani al collo. Per una settimana ha portato i segni rossi addosso. L’imputato, che rigetta le accuse, è difeso dall'avvocato Michele Brisighelli. La 24enne è parte civile con l'avvocato Roberta Montenovo di Donne e Giustizia.

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