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Numan, l'Imam di via Dalmazia

Numan, l'Imam di via Dalmazia

L’Imam contro la Croce Gialla: «Nessuno ha fermato gli operatori all'ingresso»

Il religioso ha fornito la sua versione dei fatti, appoggiato dalla testimonianza di un amico del 42enne soccorso: «Fosse per me qui non esisterebbero i muri»

«Sono entrati direttamente nella moschea, con scarpe e barella, non è vero che qualcuno ha provato a fermarli». Numan, l’imam della moschea di via Dalmazia, racconta la sua versione dei fatti su quanto accaduto domenica scorsa sostenendo che nessuno ha ostacolato l'ingresso in sala degli operatori della Croce Gialla, neppure inizialmente, per soccorrere un fedele. La questione delle scarpe, sostiene il sacerdote, non esisterebbe neppure: «E’ stato detto che li avevo fermati io, ma io non ero neppure presente in quel momento e da quello che mi è stato raccontato loro sono entrati, hanno fatto il soccorso e solo dopo un fedele ha fatto loro presente che era meglio se avessero indossato dei sacchetti ai piedi». A supportare la versione dell'Imam è Hamid Khadim, amico del 42enne soccorso, che sostiene di essere stato presente ai fatti: «Quello che è stato riportato non è vero, c’erano 30 o 40 persone che possono testimoniarlo. Abbiamo chiamato noi i soccorsi- racconta Hamid-e secondo voi è possibile che una volta qui abbiamo fatto problemi a farli entrare?» Poi è l’Imam a riprendere la parola, spiegando che «entrare in moschea senza scarpe è solo per una questione igienica, ma non un precetto religioso. Ai visitatori che vengono ad assistere alle preghiere diamo dei sacchetti da indossare che abbiamo a disposizione qui, ma solo per evitare di sporcare il tappeto» spiega confermando le parole del Presidente della comunità islamica regionale Mohamed Nour Dachan.

Il religioso musulmano ha poi ripercorso i momenti che hanno preceduto l’arrivo dei soccorsi. Al suo fianco Hamid annuisce continuamente e conferma il racconto. «Il fedele era seduto e stava leggendo il Corano davanti all’altare poi si è alzato, come prevede il rituale della preghiera, in quel momento ha avuto un giramento di testa ed è caduto a terra. Gli altri fedeli hanno chiamato il 118 e via telefono è stato spiegato loro non fare nulla. Pochi minuti dopo è arrivata l’ambulanza e i soccorritori sono entrati direttamente in sala con scarpe e barella. Nessuno li ha ostacolati. Siamo in casa di Dio, qui non diciamo bugie».

Lo stesso imam racconta che nella moschea un anno fa vennero rubate delle offerte. «Ai poliziotti che erano intervenuti chiesi di indossare le buste ai piedi e loro lo fecero senza problemi». Ma quella non era un’emergenza di salute: «E infatti sto dicendo che quando non c’è emergenza noi chiediamo di indossare i sacchetti o di restare in calzini. Fosse per me i muri qui non esisterebbero e farei entrare tutti- conclude l’Imam- anzi, nella preghiera di venerdì prossimo parlerò proprio dell’apertura verso gli altri».
 

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