Cronaca

Passetto: un maiale morto in strada per difendere i diritti degli animali

La protesta choc nella giornata internazionale per la difesa dei diritti degli animali. In piazza per dire "Basta" ad ogni forma di schiavismo e atteggiamento specista verso qualsiasi animale

«Milioni di animali vengono uccisi ogni anno dopo aver vissuto negli allevamenti in una condizione di reclusione che causa gravi sofferenze fisiche e psicologiche. Sofferenze nascoste alla vista dell’uomo». Per questo ieri gli attivisti di “Essere animali” hanno scelto di dare corpo alla loro protesta portando un cucciolo di maiale morto (foto) ai piedi del monumento ai caduti del Passetto. E’ successo tutto ieri intorno alle 15:00. «E’ un cadavere che abbiamo trovato in un allevamento e che speriamo stimoli nell’opinione pubblica una riflessione» ha spiegato uno degli attivisti presenti. E mentre i passanti si fermavano per capire cosa fosse quel corpo, messo lì su un letto di foglie secche in una sorta di altare celebrativo, sotto il monumento simbolo della città, i membri del gruppo animalista (ognuno con un cartellone raffigurante una lettera) si disponevano in formazione, dando forma al monito per la città: «Gli animali hanno diritto di vivere». 

La protesta choc è arrivata nella giornata internazionale per la difesa dei diritti degli animali. Dicono basta ad ogni forma di schiavismo, 2014-12-06 15.20.12-2indipendentemente dal fatto che sia finalizzato al mercato alimentare, al divertimento negli zoo e circhi, al mercato dell’abbigliamento e a qualsiasi altra forma di atteggiamento “specista”. Si chiede un vero cambio di passo, nella mentalità, nella politica e nella cultura delle persone. Durante la  manifestazione, distribuivano volantini informativi dove erano riportati alcuni numeri: 50 miliardi gli animali uccisi ogni anno per l’alimentazione (esclusi pesci e animali marini); 900 milioni i conigli uccisi per la produzione di pellicce; 80 milioni le altre specie uccise per le pellicce; 2mila animali costretti ad esibirsi nei circhi; 200mila visoni rinchiusi negli allevamenti.

Abbiamo scelto Ancona perché per la prima volta siamo nel Centro Italia – ha detto Alice Bartolucci, coordinatrice per le Marche di Essere animali - Abbiamo scelto il monumento ai caduti perché è un luogo simbolo e perché un ricordo delle vittime. Il punto è che ci sono molti animalisti per i diritti animali domestici, ma noi vogliamo parlare di tutti gli animali. Chiediamo alle persone di riflettere su questi numeri dello sfruttamento e abbiamo portato un maiale morto in un allevamento per ciò che rappresenta. Un gesto forte anche per far vedere alle persone cosa subiscono certi animali».  “Essere animali” è dunque anche contro la sottomissione degli animali per gli allevamenti. Ma per l'alimentazione non è forse un fine più utile? «No perché noi siamo la prova che ci si può alimentare con prodotti di origine non animale - ha ribadito Alice Bartolucci - Oggi anche i medici consigliano di non mangiare carne. lo facciamo per una questione etica, ma anche per motivi ambientali perchè l’industria della carne è potente e ha un certo impatto sull’ambiente».

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