«La legalità accelera la ricostruzione», ecco il protocollo antimafia sugli appalti

Il documento è stato firmato nella sede della Prefettura

Da sinistra Sergio Sottani e Federico Cafiero De Raho

Una banca dati condivisa tra procura nazionale antimafia, procure locali e prefetture dei territori interessati dal terremoto. Obiettivo, quello di scandagliare imprese e imprenditori prima e durante le fasi della ricostruzione. Il protocollo d’intesa è stato firmato questa mattina ad Ancona dal prefetto Antonio d’Acunto, il procuratore generale Sergio Sottani, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il commissario straordinario per la ricostruzione Piero Farabollini e dal direttore della Struttura di Missione Antimafia Sisma Carmine Valente. Il documento è stato sottoscritto anche dai procuratori delle province marchigiane alla presenza del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Vito Crimi.

Due linee di azione

«E’ un protocollo di grande importanza finalizzato a impedire le infiltrazioni mafiose- ha spiegato De Raho- vogliamo che i lavori vengano svolti in tempi brevi ma nello stesso momento con la collaborazione delle banche dati della direzione nazionale antimafia, procure e prefetture affinché le imprese sospettate di far parte dei giri mafiosi restino escluse. I lavori devono essere svolti in tempi brevi e imprenditori sani». In che modo? Con due linee di azione,ovvero un controllo a monte e uno durante i lavori. «C’è un’anagrafe apposita e costruita in deroga alla normativa antimafia dove deve essere iscritto chi vuole partecipare alla ricostruzione- ha spiegato Carmine Valente- i nostri controlli sono ancora più approfonditi anche per chi vuole partecipare a costo zero. Per paradosso, non ci si può scambiare neppure una carriola se non si è iscritti». Il protocollo prevede questo scambio di informazioni e la creazione di una piattaforma informatica dove siano consultabili gli indicatori di priorità (cosa è meglio costruire prima) e gli indicatori di rischio (quali imprese controllare in modo più capillare). «Possiamo sindacare anche appalti privati- ha spiegato ancora Valente- quando si sceglie una ditta lo si fa nell’ambito della nostra anagrafe ed è il commissario straordinario che poi concede i soldi in base alle fasi di avanzamento». Controlli tuttavia non solo a monte. De Raho ha spiegato che gruppi interforze effettueranno dei controlli diretti nei cantieri durante le fasi esecutive. «La legalità non rallenta la ricostruzione, ma la accelera- ha detto Sottani- perché si vanno a preferire imprenditori sani che lavorano bene e in tempi veloci. Questo protocollo segna il punto da cui non si torna indietro».

Affidato solo l’1% dei lavori

Il commissario straordinario Farabollini ha ricordato i 138 comuni interessati dal sisma, di cui 84 nelle Marche: «Solo l’1% dei lavori è stato affidato ma ipotizziamo che entro l’anno ci sarà un aumento perché stiamo lavorando proprio su procedure e regolamentazioni per una presentazione più veloce delle domande». Proprio l’aumento delle richieste d’appalto però rende sempre più necessaria la trasparenza dell’iter e delle assegnazioni: «Ci saranno imprese che dovranno affidarsi ad altre imprese e un protocollo come quello di oggi garantisce sicurezza, qualità e trasparenza». Il commissario ha ricordato che la magnitudo che ha distrutto il centro Italia è stata di 6.5: «Molto poco per un danneggiamento così elevato, ecco perché la ricostruzione dovrà essere di qualità, perché non ci possiamo permettere terremoti così devastanti. La qualità si garantisce proprio con il monitoraggio»

«2019 anno della ricostruzione»

A margine dell’incontro, Vito Crimi ha promesso a nome del Governo che: «Il 2019 è l’anno della ricostruzione». Il Sottosegretario ha ribadito l’annuncio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte relativo allo sblocco di 3miliardi e 200 milioni per contrastare il dissesto idrogeologico e sulla questione dei controlli: «Non vanno fatti sulle carte presentate, ma nella sostanza e quindi oltre il semplice certificato». Crimi ha anche ribadito la proposta di istituire una legge quadro entro l’anno capace di codificare le azioni da mettere in campo dopo gli eventi sismici: «Un codice che permetta a tutti di sapere il giorno dopo quali saranno le norme da applicare in quella ricostruzione».

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