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Cronaca

Riciclaggio e droga, i tentacoli della 'ndrangheta nell'economia anconetana

La provincia di Ancona è considerata area di interesse della criminalità organizzata soprattutto in funzione del riciclaggio e del reinvestimento dei capitali illecitamente acquisiti. Il rapporto della Dia

ANCONA -  Nella provincia di Ancona si registra l'operatività di soggetti legati a cosche di 'ndrangheta, come riscontrato dagli esiti di alcune operazioni eseguite negli anni precedenti, in particolare alla 'ndrina Grande Aracri, nonché alla 'ndrina Alvaro che confermano gli interessi della 'ndrangheta soprattutto nel settore del riciclaggio e del reimpiego dei proventi illeciti nel settore dell'economia legale. È quanto si legge nella relazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) relativa al primo semestre 2021.  La Dia ha inoltre ricordato che, nel corso degli anni, il porto di Ancona si è rivelato un hub nevralgico per i carichi di droga provenienti dalle rotte turche e albanesi ma anche di tabacchi lavorati esteri e di rifiuti speciali. La provincia di Ancona è considerata area di interesse della criminalità organizzata soprattutto in funzione del riciclaggio e del reinvestimento dei capitali illecitamente acquisiti, nonché potenziale crocevia di sostanze stupefacenti, sigarette di contrabbando, merci oggetto di ricettazione, contraffatte e rifiuti speciali.

Infine sul territorio anconetano è emersa la presenza di organizzazioni criminali di matrice straniera. In particolare nel semestre scorso l'operazione "Body Packer" ha permesso di descrivere in maniera compiuta l'organigramma di una banda nigeriana dedita allo spaccio di cocaina ed eroina nelle città di Ancona, Macerata e Pesaro. Altra attività investigativa che conferma nel semestre in esame l'operatività di consorterie straniere è la "Last Chance" con la quale la Guardia di finanza di Ancona ha stroncato un traffico internazionale di stupefacenti provenienti dal Pakistan. Gli indagati, tutti pakistani e afghani, servendosi della complicità di numerosi corrieri hanno introdotto ingenti quantitativi di droga destinati sia al mercato delle province di Ancona e Macerata, che a quello laziale, umbro, sardo e campano. Inoltre è stato possibile delineare in maniera dettagliata il vincolo associativo che legava tra loro i componenti.

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