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Il Procuratore Generale Vincenzo Macrì

Il Procuratore Generale Vincenzo Macrì

Mafie e dissesto Banca Marche: non c' è più l'isola felice

Il Procuratore Generale della Corte d'Appello Vincenzo Macrì è intervenuto in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, parlando di mafie, Bdm e dell'efferatezza di certi delitti, come quello di via Crivelli

Le Marche non sono più un’isola felice. Sembra assodato dopo un 2016 in cui la regione ha mostrato di essere da una parte il territorio di organizzazioni criminali, in alcuni casi legati a vere e proprie associazioni mafiose, dall’altra la casa de delitti dei colletti bianchi con il dissesto di Banca Marche. E’ questa la sintesi dell’intervento del Procuratore Generale della Corte d’Appello Vincenzo Macrì, intervenuto sabato mattina al tribunale di Ancona in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. «L’attenzione della stampa, dell’opinione pubblica e degli organi istituzionali e politici non è stata all’altezza di un fatto così grave - ha detto il Procuratore - Il dissesto di Banca Marche è stato definito il più grave mari registrato in Italia dopo i casi di Sindona e Calvi». Ma l’altro fronte che preoccupa la giustizia marchigiana è anche quella della criminalità organizzata, parente stretta in molti casi di clan che fanno palese riferimento ad organizzazioni mafiose, che fa riferimento allo spaccio di droga a al traffico di prostituzione. Basti pensare all’inchiesta sulle compravendite fittizie di beni immobili tra Ancona e Pesaro, agli arresti della banda nata sulle ceneri del clan schiavi, al processo su Casa Transilvania. Ma anche alle stesse parole pronunciate dal super pm Nicola Gratteri in visita ad Ancona  che, in un’intervista eslclusiva per Ancona Today, disse chiaro e tondo come nelle Marche le mafie investono in cocaina e riciclaggio di denaro sporco. Un altro segnale per nulla confortante per il nostro territorio sono il numero di magistrati sotto protezione: 10 in tutta la regione. Ma anche l’efferatezza di certi delitti, come l’omicidio di via Crivelli che, sempre secondo il Procuratore Macrì, «pone un problema di sulle capacità educative delle famiglie della scuole, sulla totale assenza anche di più banali valori di vita sociale».

AVVOCATI. Ma sabato è stata un'occasione anche per affrontare annche le problematiche rilevate dagli avvocati dorici. Su tutte la carenza di organico, la crisi economica che costringe i legali alle sospensioni volontarie a tempo indeterminato dalla professione non riuscendo a sostenere i costi previdenziali e di studio, il sostanziale fallimento nei numeri della conciliazione e la macchinosità della negoziazione assistita, un nuovo accorpamento di sedi. Ecco alcuni dei punti di maggiore criticità evidenziati da Serenella Bachiocco, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Ancona. Accanto a questi però anche tante iniziative di successo che evidenziano l'importanza della sinergia tra tutti gli attori della giustizia. Tra cui il successo del protocollo per il processo civile telematico, quello per la gestione delle udienze camerali e dibattimentali penali riconosce finalmente l’impedimento del difensore per gravidanza e puerperio. Sempre la Bacchiocco, sulla partita relativa alla geografia giudiziaria e di un nuovo accorpamenti, ha ribadito la profonda contrarietà degli avvocati anconetani «ad un simile scellerato progetto, stante le innegabili e immaginabili negative ripercussioni su un tessuto giuridico ed economico molto provato ed auspichiamo che prima di procedere a unire sedi di diverse regioni, si pongano le basi e si lavori nella direzione di unire le diverse sedi degli Uffici Giudiziari presenti in varie città, come ad esempio nella città di Ancona, per una razionalizzazione di tempi, di costi e soprattutto per una maggiore sicurezza degli operatori che vi lavorano e dei cittadini che ne usufruiscono».

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