Cronaca

La figura di Lutero e l'emancipazione femminile, se ne è parlato al Soroptimist di Ancona

Tanti spunti dalla serata di ieri, mercoledì 6 dicembre, con la quale il Soroptimist Club di Ancona ha celebrato il Soroptimist Day al Grand Hotel Passetto

Fondi raccolti per l'emancipazione delle donne, un approfondimento sulla figura di Martin Lutero e presto anche un nuovo club a Jesi. Tanti spunti dalla serata di ieri, mercoledì 6 dicembre, con la quale il Soroptimist Club di Ancona ha celebrato il Soroptimist Day al Grand Hotel Passetto. Ogni anno il Soroptimist International ricorda in questo periodo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 dicembre 1948) sui cui principi ispiratori si fonda il Soroptimist. «I fondi raccolti, come da tradizione, durante la serata del Soroptimist Day – ha annunciato la presidente del Club di Ancona, Anna Maria Perdon – saranno quest’anno destinati al progetto del Soroptimist International “Women, Water & Leadership” che si propone di migliorare le condizioni di vita delle donne attraverso, in questo caso, il sostegno all'istruzione e al lavoro affinché possano intervenire nella gestione delle risorse idriche. In alcune zone del mondo, come in Africa, accrescere la consapevolezza del ruolo vitale delle donne come partner uguali a tutti i livelli del settore idrico porta al miglioramento delle condizioni di vita della società tutta». 

Altra novità, quella della costituzione di un nuovo Club Soroptimist a Jesi dove «c'è un buon potenziale e abbiamo avuto già parecchie adesioni – ha detto Maria Luisa De Angelis, madrina della costituenda associazione – ma vogliamo crescere ancora». Relatrice della serata la socia Ilse Langer, docente di tedesco per anni tra Ancona e Falconara, che, a 500 anni dalla pubblicazione delle famose 95 tesi che rivoluzionarono l'Europa, ha ricordato la figura di Martin Lutero, l’ex monaco agostiniano protagonista della rottura con la Chiesa Romana dando una vivace descrizione del clima socio-culturale del periodo. «Tutto parte però dall'Italia – ha spiegato la Langer – con il Rinascimento e l'Umanesimo. Lutero studiò San Francesco e i grandi predicatori italiani. La possibilità per tutti di essere liberi di fare le proprie scelte permise anche alle donne un piccolo passo verso l’emancipazione. Molte suore abbandonarono i conventi dove magari erano state costrette dalla famiglie, alcune iniziarono a lavorare, altre iniziarono ad aprirsi alla cultura grazie anche alle traduzioni in tedesco che Lutero fece dei testi latini».

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