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Luca Rizzeri, vittima dell'incidente in porto

Luca Rizzeri, vittima dell'incidente in porto

Luca padre di due bimbi, stroncato dalla cima-killer: si indaga per omicidio colposo

La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, sequestrato il cavo che spezzandosi ha ucciso il 33enne: le spycam del porto avrebbero ripreso tutto

Si chiamava Luca Rizzeri, giovedì avrebbe compiuto 34 anni. Originario della provincia di Pavia, era anconetano d’adozione. Un ragazzo d’oro, che si divideva tra il lavoro - agente marittimo alla Archibugi - e la famiglia. Adorava la moglie Giuliana. Viveva per i due bambini. La sua passione era il calcio, grande tifoso della Juve e fan di Cristiano Ronaldo. Aveva tanti progetti per sé e per i figli. Li aveva salutati questa notte, come sempre, con un bacio sulla fronte, quando il sole non era ancora sorto. Era uscito di casa presto per andare al porto, c’era bisogno di lui perché da Trieste era in arrivo la Bf Philipp, una portacontainer battente bandiera portoghese ma di proprietà di un armatore di Genova.

Luca ucciso dalla cima al porto, il luogo della tragedia - VIDEO

La frustata mortale 

Erano le 6,15 quando la nave stava completando le operazioni di attracco. Sulla banchina 23 c’era Luca, che doveva seguire le operazioni di carico-scarico della merce, mentre due addetti della cooperativa ormeggiatori aiutavano il pilota nella manovra. All’improvviso, un cavo di fibra sintetica, quello al centro della nave, che era stato agganciato alla bitta, è andato in tiro e si è spezzato a metà. Con una velocità inaudita ha raggiunto il 33enne che era girato di spalle e non ha potuto accennare la minima difesa. Come una frustata mortale l’ha centrato all’altezza del collo, senza dargli scampo. Luca è morto sul colpo. Inutili i tentativi di salvarlo da parte del personale del 118, intervenuto tempestivamente con l’automedica e un’ambulanza della Croce Gialla. 

L'indagine della procura

Una morte atroce, su cui sta indagando la procura che con il pm Rosario Lioniello ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, ipotizzando il reato di omicidio colposo e ha sequestrato la cima-killer: c’è da capire perché si è spezzato (un problema di usura?) e a chi eventualmente vanno attribuite le responsabilità del tremendo incidente. Gli accertamenti tecnici sono in corso da parte di Capitaneria di Porto e Guardia Costiera. Sul posto è intervenuto anche l’ammiraglio Enrico Moretti, comandante del porto dorico, insieme all’ispettore del lavoro, al personale dell’Asur e al dottor Alessandro Archibugi, titolare dell’omonima agenzia marittima. La procura non ha disposto l’autopsia perché le cause del decesso sono evidenti: dunque, la salma è stata rimessa subito a disposizione dei familiari per l’organizzazione dei funerali. La magistratura indagherà anche sulle fasi dell’attracco per verificare da un lato se tutte le operazioni sono state svolte correttamente e, dall’altro, chi aveva l’autorizzazione (e con quale ruolo) per trovarsi sulla banchina 23, ammesso che la manovra di attracco non fosse già stata completata. In questo senso, saranno utili le telecamere di videosorveglianza del porto che potrebbero aver ripreso la drammatica scena: i filmati sono stati acquisiti dagli inquirenti. 

I FUNERALI DI LUCA

INDAGATO COMANDANTE DELLA NAVE

UNA PERIZIA SUL CAVO CHE HA UCCISO LUCA

LA RABBIA DEI SINDACATI E LE LACRIME DEI COLLEGHI - VIDEO

L'AMICO DI LUCA: «POTEVO ESSERCI IO AL SUO POSTO»

L'AMMIRAGLIO MORETTI: «SIAMO SGOMENTI, SCOPRIREMO LA VERITA'»

LUCA PADRE DI 2 BIMBI, STRONCATO DALLA CIMA KILLER

VIDEO: SOPRALLUOGO SUL LUOGO DELLA TRAGEDIA 

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