Fase d'attracco scorretta, indagato il comandante della nave per la morte di Luca

Svolta nelle indagini sul disastro alla banchina 23: si ipotizza un errore umano oltre all'usura della cima che ha ucciso il giovane papà

La scena del disastro

Spunta il primo indagato per il disastro della banchina 23. E’ il comandante ucraino della Bf Philipp, la nave portacontainer che lunedì scorso, 10 giugno, alle 6,30 del mattino stava attraccando nel porto dorico quando, improvvisamente, una cima si è spezzata in due e ha colpito al collo, con una frustata violentissima, Luca Rizzeri, morto sul colpo.

L'errore umano 

Mentre la città si prepara a dare l’ultimo saluto all’agente marittimo, padre di due bambini, che proprio oggi avrebbe compiuto 34 anni, l’inchiesta sul terribile incidente prende una piega importante. La procura ipotizza il reato di omicidio colposo a carico del comandante della nave battente bandiera portoghese ma di proprietà di un armatore genovese. Secondo la relazione compilata dagli inquirenti della Capitaneria di Porto, infatti, ci sarebbe stata una serie di concause alla base dell’incidente: non solo l’ipotetica usura della cima - che è stata sequestrata e verrà sottoposta a un accertamento tecnico da parte di un perito incaricato dal pm Rosario Lioniello -, ma forse anche un errore umano durante la manovra di attracco.

La scatola nera

In questo senso sarà fondamentale l’analisi della scatola nera, che è stata sequestrata e per la quale la procura ha disposto un accertamento tecnico irripetibile: tuttavia, secondo i primi rilievi, il dispositivo obbligatorio che registra i dati di viaggio sarebbe risultato difettoso. Un problema in più per il comandante della nave, un russo di 51 anni, che al momento è il primo indagato ma potrebbe non essere l’unico. Se, infatti, venisse confermato lo stato di usura del cavo-killer e il malfunzionamento della scatola nera, a risponderne potrebbe essere chi ha il compito di curare la manutenzione dell’imbarcazione. Il comandante, invece, è sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti per una ragione ben precisa: stando ai filmati delle telecamere dell’area portuale, che hanno ripreso l’intera scena, e all’analisi cinematica, la nave portacontainer sarebbe arrivata in porto a velocità elevata e si sospetta un errore nella fase di attracco, che sarebbe stata eseguita con l’utilizzo delle cime. Una di queste, lo spring di prua per l’esattezza, ha accumulato eccessiva tensione, nonostante le condizioni meteo favorevoli e il mare calmo, e si è spezzata in due non tanto (o non solo) perché era deteriorata (circostanza che dovrà essere accertata dalla perizia), ma anche perché, ipotizzano gli investigatori, quella non era la manovra corretta da compiere, considerate le circostanze.

I funerali 

Uno dei due tronconi ha raggiunto il povero Luca, che si stava allontanando dalla banchina ed era girato di spalle: è morto sul colpo, senza che i soccorritori del 118 potessero salvargli la vita. Il funerale del giovane papà si terrà domani (venerdì 14 giugno) alle 10,30 nella parrocchia delle Grazie. 

I FUNERALI DI LUCA

INDAGATO COMANDANTE DELLA NAVE

UNA PERIZIA SUL CAVO CHE HA UCCISO LUCA

LA RABBIA DEI SINDACATI E LE LACRIME DEI COLLEGHI - VIDEO

L'AMICO DI LUCA: «POTEVO ESSERCI IO AL SUO POSTO»

L'AMMIRAGLIO MORETTI: «SIAMO SGOMENTI, SCOPRIREMO LA VERITA'»

LUCA PADRE DI 2 BIMBI, STRONCATO DALLA CIMA KILLER

VIDEO: SOPRALLUOGO SUL LUOGO DELLA TRAGEDIA 

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