Emozioni, dj set e un rap omaggio ad Ancona e le Marche: che energia il concerto di Jovanotti

Suona e canta sul palco allestito con 13 lampadari ideati proprio da lui, 120 macchine laser e 400 corpi illuminati orchestrati da Paul Normandale, light designer di icone pop come Coldplay, James Blunt e Shakira

Jovanotti durante il concerto

Non si accontenta di essere dj set, cantautore, musicista e ballerino. E’ stato un artista capace di creare un sentimento di unione con i suoi fan. Dopo poche parole sincere non è più la star, bensì l’amico, il fratello, il padre dal quale ricevere conforto e la lezione più importante: amare, amare la vita. Questo ci rende felici. Questo è il popolo di Lorenzo Jovanotti. Che brividi ieri sera al  PalaPrometeo Estra di Ancona dove era tutto esaurito per la prima tappa dorica del Lorenzo Tour 2018. Tutto esaurito anche stasera e pochi biglietti rimasti per la terza di lunedì. Lo spettacolo sta per iniziare quando le luci si sono spente per la proiezione sul maxi schermo di un cartone animato con Jova cartoon in una mini impresa stile far west. Ed eccolo sul palco, di fronte ad un palazzetto già caldo. Di più, è un pubblico esplosivo innescato dalla prima canzone: “Ti porto via con me”. Emozioni e voglia di ballare per più di 6mila fan arrivati da tutte le Marche e oltre. Jova lo sa e dopo le prime 3 canzoni ha salutato Ancona e le Marche: «Siete abbronzati eh! Si vede che è iniziata l’estate».

"Grazie per essere qui, in questa terra bellissima col mare, con l’Adriatico, per me Ancona e le Marche sono una terra amica».

La scaletta è proseguita con “In Italia” diventata “Ancona”. E poi l’ultimo successo “Oh Vita” riadattato in stile rap con dedica a tutti i comuni della Provincia di Ancona e le bellezze della regione Marche, con tanto di citazione leopardiana per cui «il naufragar m’è dolce in questo mare e nelle Marche» ha cantato l’artista. Ad anticipare la canzone “Sbagliato” un messaggio contro il razzismo, soprattutto ai giovani a cui si si rivolge Jovanotti: «Non vi fate fregare, il razzismo non esiste perché si basa su un presupposto sbagliato, l’idea che esista una razza quindi non ci cascate».

La musica non si è fermata mai mentre Lorenzo ha fatto ballare, divertire. E’ stata emozione pura. Poi è arrivato il momento di Jova dj quando la parte finale del palco a “T” si è innalzato sulle note rock di “Fame”, proiettando il cantautore in cielo quasi potesse toccare i fan sugli spalti laterali. Poi è rimasto solo lui a 10 metri di altezza a mixare di tutto, dai sui successi ai classici del rock e dell’elettronica, sospeso insieme alla consolle come potesse far ballare il mondo intero. Quasi 3 ore di concerto al termine del quale ha avvicinato i suoi fan delle prime file per salutarli, ringraziarli per l’amore ricevuto. Con una dedica speciale per la piccola Giorgia, al suo primo concerto della sua vita come recitava il cartoncino sventolato dai genitori. «Se c’è l’amore e la salute potete davvero fare tutto nella vita, vi auguro davvero di trascorrere anni di felicità» ha chiuso Jovanotti quando ormai era quasi mezzanotte. 

La scaletta di Lorenzo Live 2018

Ti porto via con me, Le canzoni, Penso Positivo, In Italia, Oh vita, SBAM, Gli immortali, Mi fido di te, Sbagliato, Baciami ancora, Chiaro di luna, Fame, DJ SET Non m’annoio - Attaccami la spina - Muoviti muoviti - Una tribù che balla - Tanto tanto tanto, L’ombelico del mondo, A te, Ti sposerò, Ragazza magica, L’estate addosso, Tutto l’amore che ho, Safari, Tensione evolutiva, Sabato, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, Ciao mamma, Ragazzo fortunato, Le tasche piene di sassi, Gente della notte, Mezzogiorno, Viva la libertà.

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Allestimento scenografico e abiti

Jovanotti si muove cambiando varie maglie di basket, ma sempre col numero 23, per lui che è primo fan di Michael Jordan. Sopra una giacca di paillette. Poi sceglie una canottiera bianca sulla quale veste una camicia dai colori sgargianti giallo e arancione col cappellino, prima dei New York Yankees e poi quello di Valentino Rossi.  Suona e canta sul palco allestito con 13 lampadari ideati proprio da lui, 120 macchine laser e 400 corpi illuminati orchestrati da Paul Normandale, light designer di icone pop come Coldplay, James Blunt e Shakira. 

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