Cronaca Arcevia

Quadro del Duce rubato da una casa finisce su un’asta online, in due a processo

Sono accusati di ricettazione per una litografia autografata da Mussolini del Ventennio fascista. Era stata messa in vendita a mille euro

ARCEVIA - Una litografia della marcia su Roma, con ritratto il Duce e autografata da Mussolini, fa finire nei guai due jesini che hanno tra i 30 e i 40 anni. La stampa infatti, appartenuta ad una famiglia che ha una casa ad Arcevia, dove passa le vacanze estive, era sparita dall’abitazione, nel 2019, e la proprietaria aveva sporto denuncia ai carabinieri. Era il mese di luglio quando si era accorta, tornando nelle Marche in vacanza. Dopo due mesi quel quadro era stato trovato in vendita su sito di aste online. In due sono finiti a processo per ricettazione davanti alla giudice Tiziana Fancello. Ieri sono stati sentiti al tribunale di Ancona, come testimoni, la proprietaria della litografia, un carabiniere che ha svolto le indagini e due testimoni delle difese, rappresentate dagli avvocati Carlo Mocchegiani e Marco Cercaci.

Era settembre 2019 quando la proprietaria aveva riconosciuto la litografia messa in vendita su internet. «L’ho riconosciuta perché presentava delle macchiette in basso – ha testimoniato la donna – una era più scura dovuta all’umidità presa negli anni. In casa non avevamo trovato segni di scasso, non so come ci era stata rubata». Informò subito i carabinieri di Arcevia a cui aveva fatto denuncia e si erano attivati anche i militari del nucleo patrimonio artistico. Il carabinieri sentito in aula ha spiegato come dall’account del venditore sono risaliti alle sue generalità effettuando anche una perquisizione in casa ma la litografia non c’era. Il quadro era stato messo in vendita da uno dei dei due imputati, che aveva un sito apposito. Aveva ricevuto la litografia dall’altro imputato, un appassionato di oggetti vintage. Il prezzo di vendita indicato era stato di 800-1.000 euro. La litografia è stata trovata nel magazzino del secondo imputato che la consegnò spontaneamente ai carabinieri. Stando ai testi della difesa, sentiti sempre ieri, la litografia era stata acquistata in un mercatino in Umbria, due mesi prima, dove si era recato uno degli imputati per comperare anche giocattoli d’epoca in latta e l’aveva pagata 350 euro. Il bene è stato poi restituito alla proprietaria che lo ha rimesso nella casa di Arcevia. Litografie come quelle ce ne sono diverse. Tutte rappresentati il dipinto di Galimberti. Prossima udienza l’11 dicembre, per l’esame degli imputati, la discussione e la sentenza.

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