Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Il rock-metal dell'Ancona anni '90 ispira il libro di Diego K. Pierini: “Overdrive”

Protagonisti sono 4 amici che hanno calcato insieme i palchi dei locali più underground d'Italia con la loro ex band, i Gasoline, e ora c'è l'opportunità di un concerto al Rolling Stone di Milano

Diego K. Pierini con il suo libro Overdrive

Londra, Parigi, Firenze, Roma, Bologna e Milano. Attraversano l’Europa Marco, Will, Kappa e Baso e di certo non troverete mai citata la città di Ancona, ma il capoluogo dorico è più presente che mai nel libro dell’anconetano Diego K. Pierini: “Overdrive” edito da Ultra Novel. Per scrivere questa sceneggiatura, già perché quest’opera in un primo momento era destinata a diventare una serie tv, Pierini è partito proprio dall’Ancona di fine anni ’90. Quella dei locali in ogni angolo della provincia, dell’Odissea la domenica pomeriggio e del Mamamia, della musica dal vivo all'Aqvua e le serate all'Extra di Recanati, quella del rock e del metal, dei centri sociali e dei movimenti politici studenteschi nei licei, l’Ancona dei gruppi di quartiere, sempre in due in motorino e impenetrabili per chi era fuori dal “giro di amici”. Ma soprattutto delle band underground, come i “Lamiera”, citati anche nel libro, prima che diventassero “Infernal Poetry”. Si parte da lì perché da quel sottobosco trae ispirazione Diego K. Pierini per regalarci un curioso romanzo che vede protagonisti i 4 ragazzi. Sono amici che hanno calcato insieme i palchi dei locali più underground d’Italia con la loro ex band, i Gasoline, e ora si trovano a Londra. Il tempo sembra sospeso quando giunge una chiamata del loro ex manager. Sul piatto c’è l’opportunità della vita: un concerto da headliners nello storico Rolling Stone di Milano, a dieci giorni da quel momento. Più che una semplice occasione, è una chimera che diviene realtà e i quattro decidono che l’unica risoluzione realmente sensata e realmente rock è prendere una macchina, attraversare l’Europa, recuperare gli strumenti, fare rotta su Milano e mettere in scena un ultimo, grande spettacolo finale.

Nato negli anni settanta “quando il rock era morto solo un paio di volte”, come si legge nella sua biografia, l’autore spiega che «ci sono una serie di eventi inventati, come anche un personaggio che ha una valenza simbolica su cui si trasferiscono un po’ tutti i miei dubbi esistenziali legati ad una vita che vorrei ma non potrò mai avere. Il resto è in qualche modo vero». In che senso? 

«I personaggi sono ispirati a persone che ho realmente conosciuto nel mondo underground dell’Ancona di fine anni ’90. Li ho presi e mescolati con alcuni lati della mia personalità, formatasi proprio in quell’Ancona che poi ho lasciato nel 1998. Per questo Ancona è molto presente nel libro».

Eppure Pierini da anni vive a Roma e fa l’autore televisivo. E’ Libro Overdrive-2stato autori di ”Parla con me" di Serena Dandini, ha collaborato con "Voyager", "Extra", "The Show Must Go Off" e "Gazebo", per cui lavora tuttora. Ha girato cortometraggi. Dopo il suo primo libro saggio sull'intelligenza artificiale "Noi, robot" e “SubLimen” si ritorna alla scrittura? «A dir la verità Overdrive ha avuto una genesi un po’ strana perché ero andato alla casa editrice Ultra con un’idea sul mondo dei videogiochi, ma avevano già una cosa simile in uscita e così, dato l’apprezzamento per il mio lavoro, ho proposto Overdrive che, in realtà, era scritto per la tv. Ma va bene». E’ così che nasce questo libro. Sempre cadenzato da parallelismi improbabili, ironia e pungente sarcasmo. Ma non è un artificio per ricercare una sorta di approvazione del lettore. E’ la firma narrativa di un autore che, nel suo personale, è ironico e autoironico. E allo stesso modo detta i tempi di un romanzo. E’ lo stile di Diego K. Pierini. Per rendere ancora più rotonda la lettura, è stata poi composta una playlist su YouTube: una raccolta di brani indimenticabili, o quasi, citati, omaggiati o sbeffeggiati tra le pagine, una vera e propria colonna sonora per accompagnare il viaggio dei protagonisti. Musica che accompagna un continuo susseguirsi di situazioni rocambolesche fino a quando, e anche questo è molto rock, i nostri 4 personaggi si ritrovano al concerto più importante della loro vita, con un finale da scoprire. Anche se forse alla fine resta poco dei 4 personaggi che, per tutte le 228 pagine, non emergono mai come singoli interpreti della loro vita. «Ma la cosa è voluta - spiega Pierini - Il protagonista del libro è la band, anzi è la sensazione di vivere quegli anni che cerco di consegnare al lettore, portandolo all’inseguimento del sogno musicale, a provare la sensazione di come si vivesse quella fase storica. Prendo la macchina del tempo e così omaggio un’epoca in cui la musica ha forse dato il meglio di sé»

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