Lettera OO.SS. dirigenza ai vertici regionali

"L'evoluzione della normativa regionale in tema di sanità ha assunto nell'ultimo biennio un andamento distorto e contraddittorio, in grado di generare confusione e disorientamento"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Preg.mi Direttori di Area Vasta ASUR Marche

Preg.mo Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona

Preg.mo Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord

Preg.mo Direttore Generale dell'INRCA

e p.c.

Preg.mo Presidente della Regione Marche, Dott. Gianmario Spacca

Preg.mo Assessore alla Salute, Dott. Almerino Mezzolani

Preg.mo Direttore del Dipartimento alla Salute e ai Servizi Sociali della Regione Marche,

Dr. Carmine Ruta

Preg.mo Direttore ASUR Marche, Dr. Piero Ciccarelli

Loro Sedi

L'evoluzione della normativa regionale in tema di sanità ha assunto nell'ultimo biennio un andamento distorto e contraddittorio, in grado di generare confusione e disorientamento negli attori che quotidianamente garantiscono la risposta al bisogno di salute dei cittadini.

Di riflesso, i Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari esprimono sempre più la necessità di raggiungere un orientamento regionale condiviso e, soprattutto, omogeneo, a garanzia del corretto rinnovamento sanitario, anche dettato dalle recenti normative nazionali e dell'applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.

In diverse sedi, ufficiali e non, vengono proposte azioni di ristrutturazione degli ospedali e del territorio considerando in modo arbitrario e secondo l'interpretazione più confacente la valenza di atti regionali, siano esse leggi o deliberati della Giunta.

Chi detiene la responsabilità di gestire le Aree Vaste e/o le Aziende Sanitarie/Ospedaliere, da una parte considera "vincolante" il contenuto di alcune direttive o delibere di Giunta, dall'altra non si attiene ai dettati di leggi sanitarie che, per loro natura, hanno valenza superiore.

Continuare a sostenere il "presidio unico multisede" ovvero "l'ospedale unico di area vasta" contrasta con la legge regionale sanitaria tuttora in vigore, che sostiene invece il modello organizzativo di "presidio ospedaliero come articolazione organizzativa ospedaliera del distretto dotata di autonomia gestionale che aggrega funzionalmente tutti gli stabilimenti ospedalieri aventi sede nel medesimo distretto/bacino di utenza (L.R. n. 28 del 30 settembre 2012 - articolo 3)".

Non considerare sistematicamente, in atti di riordino di aree vaste, l'obbligatorio passaggio contrattuale dettato dal contenuto della lettera F) del CCNL - articolo 4 (relazioni sindacali) significa espropriare di fatto la rappresentanza dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari, impedendo alle Organizzazioni Sindacali di partecipare al riordino sanitario e, quindi, di tutelare gli interessi legittimi dei loro iscritti.

Enunciare in riunioni a diversi livelli l'intenzione di considerare nulli gli incarichi dirigenziali a oggi ricoperti dai Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari (Direttori compresi) espone la Direzione Aziendale e/o di Area Vasta a innumerevoli contenziosi legali, stante il diritto di ogni Dirigente di vedersi valutato e sottoposto a contraddittorio in caso di esito negativo.

Infine, applicare gli Istituti contrattuali in maniera disomogenea e distorta (finalizzazione delle risorse derivanti dai Fondi Contrattuali - applicazione della indennità di esclusività di rapporto di lavoro - assunzioni atipiche, incarichi destinati alla copertura di più di un ruolo vacante, etc …) relega i Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari a un mero utilizzo estemporaneo e privo di rispetto per il ruolo prezioso da loro ricoperto.

Di fronte a un quadro siffatto, le Organizzazioni Sindacali sottoscriventi la presente sono costrette a impostare una strategia di difesa del ruolo di Dirigente dei propri iscritti, diffidando i Direttori di Area Vasta e i Direttori di Aziende/Enti dal perseguire stravolgimenti organizzativi in difetto di concertazione e contrattazione, nonché dal considerare i ruoli ricoperti dai Dirigenti come dei semplici "mandati estemporanei" privi di significato professionale.

Chiedono, di concerto, una chiara e omogenea programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale - e conseguentemente di Area Vasta/bacino di utenza omogenea/reti cliniche - data l'impossibilità di partecipare in modo propositivo alla ridefinizione delle funzioni e dei servizi mentre emergono piani regionali di riordino tra loro contraddittori.

Il perdurare di questa situazione determinerà una forte presa di posizione delle Organizzazioni Sindacali scriventi, a tutela dei diritti dei propri iscritti nonché del ruolo relativo alla corretta applicazione delle relazioni sindacali.

Una regione forte che vanta un pareggio di bilancio da cinque anni, raggiunto anche (e soprattutto) con l'abnegazione dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari, non può permettersi di attivare un contenzioso dai confini incerti, foriero - questo sicuramente - di sfiducia nella classe che ci governa.

Ancona 7 dicembre 2012

LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELLA DIRIGENZA MEDICA, VETERINARIA E SANITARIA

DELLA REGIONE MARCHE

AAROIEMAC, ANPO, CGIL MEDICI, CIMO-ASMD, FASSID, FESMED, FVM, UIL MEDICI - AUPI, SDS-SNABI, SINAFO

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