Banca Marche: lettera aperta di una lavoratrice alle organizzazioni sindacali

“Tornate nelle filiali, agli sportelli a confrontarvi con i timori di tanti clienti , a incrociare le difficoltà che tanti ci raccontano e ci confidano, sarebbe una salutare lezione per molti sindacalisti a tempo pieno”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Il 30 agosto i lavoratori di Banca Marche saranno chiamati allo sciopero. Dopo mesi e mesi di rassicurazioni e minimizzazioni, purtroppo la situazione dell’ istituto di credito più importante della regione si è rivelata per quel che era, difficilissima e per molti aspetti drammatica. Per la verità nelle ultime settimane tanti hanno preso parola pontificando , anche chi per ruolo istituzionale avrebbe dovuto esercitare , da tempo e meglio un attento controllo.

Ora  tocca ai lavoratori, che attraverso lo sciopero dovranno dimostrare di saper dire la loro in questa vicenda, di fronte ad un piano di ristrutturazione pesantissimo che punisce in primo luogo loro e il territorio. Partecipare a quest’ appuntamento credo sia un dovere, tuttavia farlo con consapevolezza significa anche mettere a critica l’atteggiamento delle organizzazioni sindacali, che fino a ieri hanno contribuito a quel clima di false rassicurazioni che ha reso gravissima e oscura una situazione già d tempo difficile. Appena un anno fa si organizzavano convegni consociativi, con tanto di segretari nazionali, come ha fatto la CGIL, quasi  fatti apposta per celebrare le virtù manageriali di un amministratore delegato oggi oggetto di riserve e critiche, mentre si è evitato un confronto chiaro, richieste precise per conoscere la situazione patrimoniale  e pretendere certezza nelle strategie, atto ancor più doveroso se si pensa che tanti clienti della banca sono proprio lavoratori dipendenti  o quel tessuto artigianale che soffre più di altri la crisi creditizia e rappresenta  la spina dorsale del sistema economico regionale.

Quindi mi sento di accompagnare la mia adesione a quest’ appuntamento con una richiesta ai gruppi dirigenti del sindacato: per favore fate un passo indietro, testimonianza di un’ autocritica vera, lasciate al libero dibattito  e alla partecipazione democratica la costruzione di una nuova rappresentanza, tornate nelle filiali, agli sportelli  a confrontarvi con i timori di tanti clienti , a incrociare le difficoltà che , quasi come in un confessionale , tanti ci raccontano e ci confidano, sarebbe una salutare lezione per molti “sindacalisti a tempo pieno”, e insieme un impegno per tanti lavoratori stimolati in questo modo a riprendere in mano il loro destino. Per altro ci sono mille modi per contribuire alla causa, l’autocritica e le dimissioni ne sarebbero cifra di stile.”

Marina Melappioni
Lavoratrice Banca Marche

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