Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Lavoro nelle Marche, il Covid picchia sul secondo trimestre: -56% di assunzioni

I contratti che registrano la maggiore perdita rispetto allo stesso periodo del 2019 sono quelli a termine

Foto di repertorio

ANCONA - L'emergenza sanitaria pesa sulle assunzione nelle Marche, con oltre il 56% di assunzioni in meno nel secondo trimestre. Secondo i dati dell'Osservatorio sul precariato dell'Inps, elaborati dall'Ires-Cgil, in nel periodo le aziende marchigiane hanno assunto 29.327 persone, il 56,2% in meno rispetto agli stessi mesi 2019 (-38 mila unità).

I contratti che registrano la maggiore perdita rispetto allo stesso periodo del 2019 sono quelli a termine: passano da 24.236 del 2019 a 9.461 del 2020 (-61%). Anche le assunzioni a tempo indeterminato subiscono un crollo (-54,5%): da 5.881 a 2.673. I contratti di apprendistato erano 3.530 l'anno scorso mentre quest'anno sono 1.256 (-64,4%) e i contratti stagionali segnano un -44,3% passando dai 12.143 del 2019 ai 6.766 del 2020. In netta diminuzione anche le assunzioni in somministrazione, che segnano un -62,2% e passano da 7.866 del 2019 a 2.942 del 2020. Infine, le assunzioni con contratto intermittente calano da 13.310 a 6.229. «La caduta della produzione industriale, del fatturato e del Pil anche nella nostra regione, è stata attutita anche grazie agli strumenti messi in campo dal Governo- spiega Giuseppe Santarelli della segreteria regionale Cgil- i lavoratori meno garantiti però hanno pagato duramente e sono venuti a galla tutti i limiti del sistema degli ammortizzatori sociali e tutela per chi ha perso un posto di lavoro. L'auspicio è che non ci sia una seconda ondata dell'epidemia perchè gli effetti potrebbero essere molto più forti sul piano dell'occupazione».

Tra i settori economici e produttivi, quello delle attività professionali, scientifiche e tecniche vede una diminuzione di assunzioni pari al 62,2% (7.819 in meno), il settore manifatturiero, energia gas acqua e rifiuti segna un calo delle assunzioni pari al 59,9% (quasi 6.000 in meno), quello del commercio, turismo, alberghi, ristorazione è quello che più di tutti risente del calo (-18.000 assunzioni pari al 56,4%).

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