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Donne e lavoro, sono 760 quelle che lo hanno lasciato dopo la gravidanza

Secondo i dati forniti dal Ministero del Lavoro ed elaborati dall'IRES CGIL Marche, nel 2015, 760 lavoratrici si sono dimesse "volontariamente" nei primi 3 anni di età del figlio

Sono 906 complessivamente i padri e, soprattutto le madri lavoratrici, che nelle Marche, nel 2015, hanno lasciato il lavoro durante la gravidanza o subito dopo la nascita di un figlio; nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di persone di nazionalità italiana (86%). Il dato risulta particolarmente preoccupante sia per la dimensione quantitativa sia dinamica. Infatti, in una fase economica come l’attuale, quando un posto di lavoro è tanto prezioso, il fenomeno delle dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri non sembra volersi attenuare e, anzi mostra un’ ampia crescita: +41% rispetto ai due anni precedenti.

I DATI  - Secondo i dati forniti dal Ministero del Lavoro ed elaborati dall’IRES CGIL Marche, nel 2015, 760 lavoratrici si sono dimesse “volontariamente” nei primi 3 anni di età del figlio convalidando le dimissioni alla Direzione Provinciale del Lavoro. Ad esse andrebbe aggiunto il numero, difficile da quantificare, delle mamme lavoratrici non tenute alla convalida delle dimissioni alla Direzione provinciale del lavoro; per non parlare delle tante lavoratrici precarie per le quali la maternità significa spesso la perdita di ogni speranza di rinnovo del contratto. Alle madri si aggiungono 146 padri lavoratori per un totale di 906 dimissioni nel 2015.

Va sottolineato, inoltre, come l’incremento del numero delle lavoratrici dimissionarie va di pari passo con il calo delle nascite, nelle Marche in continua diminuzione da anni: nel 2015 sono nati 11.904 bambini e cioè 729 in meno rispetto a 2 prima (-6%) e 2.733 in meno rispetto al 2008 (-19%).

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