Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Lavoro nelle Marche, per la Cgil l'occupazione cresce ma ci sono sempre più precari

«L’ottimismo non fa certo male ma occorrerebbe approfondire meglio l’argomento e fare un’analisi più approfondita della situazione del mercato del lavoro»

Il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ha commentato i dati su occupati e disoccupati nel secondo trimestre del 2018 con toni particolarmente trionfalistici. L’ottimismo non fa certo male ma occorrerebbe approfondire meglio l’argomento e fare un’analisi più approfondita della situazione del mercato del lavoro. E' questo il pensiero della cgil Marche, che commenta così i dati diffusi dalla Regione Marche sull'occupazione 

«E’ indubbio - afferma il sindacato - che ci sia stato un aumento del numero delle assunzioni e dell’occupazione complessiva, come abbiamo più volte evidenziato, così come è innegabile il calo della disoccupazione. Tuttavia, è altrettanto evidente il peggioramento della qualità del lavoro, sempre più precario e di breve durata. Ciò trova conferma nell’analisi dei dati del rapporto Inps sulla precarietà che evidenzia come le Marche siano la terza regione nella classifica della precarietà dei contratti attivati, come più volte abbiamo sottolineato. Esiste, poi,  il problema dei bassi salari: anche in questo caso, i dati Inps sulle retribuzioni dei dipendenti ci dicono che, nelle Marche, la retribuzione media annuale si attesta ai 19.422 euro, ben 2.000 euro sotto la media nazionale. Secondo l’indagine sull’economia delle Marche presentata dalla Banca D’Italia, emerge che le aziende esaminate sono tornate ad avere una redditività ai livelli pre-crisi, ma questa non si è trasformata nè in maggiore occupazione nè in maggiori salari e  investimenti. In un quadro in cui la ricchezza prodotta non si trasforma in fattori di crescita e di sviluppo si pregiudica il futuro di questa regione».

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