Frana Portonovo: 600 metri cubi di massi caduti, servono reti chiodate

La strada per accedere alla baia è ancora interdetta al traffico. Sul posto, tecnici del Comune e tre disgaggisti per mettere in sicurezza la zona e tagliare gli alberi sradicati

Seicento metri cubi di grandi massi e terra staccatesi dalla parete franata a Portonovo la scorsa domenica pomeriggio. Ieri intanto, parti di roccia hanno continuato a cadere invadendo la carreggiata. Un'ordinanza del sindaco ha vietato l'accesso alla strada per raggiungere la baia almeno fino a mercoledì, il tempo necessario per mettere la zona in sicurezza. Bloccato quindi l'ingresso via terra a Portonovo, difficile accedere alla baia anche via mare a causa di onde alte e fondale del molo basso. Nella mattinata di ieri, sul posto sono intervenuti tecnici del Comune per effettuare le verifiche necessarie.
La ditta Tecno Rock si occuperà di posizionare delle reti chiodate in metallo per impedire alla parete di continuare a franare.

Intanto lunedì, tre disgaggisti (operi specializzati che eseguono la pulizia e la messa in sicurezza di pareti rocciose e pendii) della ditta hanno fatto accertamenti e tagliato gli alberi pericolosi, quelli cioè sradicati dall'improvvisa assenza di terra. La frana è stata provocata dall'enorme quantitativo di pioggia caduto nella sola giornata di domenica. In 24 ore ne sono infatti caduti ben 62mm.

Alcuni mesi fa, quella stessa zona era stata interessata da un altro movimento franoso. Anche in quell'occasione era stato necessario mettere reti e recinzioni e reti di sicurezza. Ieri è stata soprattutto una giornata di "pulizia". Si è liberata la parete e messa in sicurezza la zona sicurezza la zona in quanto l'intervento di posizionamento delle reti chiodate è piuttosto urgente. Per il via ai lavori di esecuzione, il Comune attende il preventivo da parte della ditta Tecno Rock.

La frana ha causato qualche disagio agli operatori della baia rimasti nei propri esercizi. Per il bagnino dello stabilimento Da Emilia, Edoardo Rubini «come più volte detto, serve una strada alternativa per far passare i mezzi di soccorso e mettere in sicurezza il molo».

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