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Cronaca Falconara Marittima

Tragedia sulla vongolara, Lauro è morto sulla sua "Emilia": pochi secondi e la barca si è ribaltata. Non ha avuto il tempo di salvarsi

Con lui c'era Fabrizio Trinchera che è riuscito a tuffarsi in acqua ed è stato poi caricato da un peschereccio. Le indagini della procura dovranno fare luce sulle cause dell'incidente

FALCONARA - Il destino ha voluto che Lauro Mancini, la vittima 57enne dell'incidente sulla vongolara che ieri si è ribaltata nelle acque antistanti la raffineria Api, perdesse la vita proprio durante una delle sue amate battute di pesca. Non era uno sprovveduto ma un uomo di mare esperto, di quelli con l'acqua salata nelle vene. Famiglia di "Arcaroli", anche gli altri fratelli andavano per mare, abituati a manovrare barche. Eppure per uno strano scherzo del destino sono bastati sette secondi per far finire tutto. 

Le ipotesi sulla dinamica 

Lauro si trovava a bordo della vongolara "Emilia" di cui era armatore e con lui c'era un altro marittimo, Fabrizio Trinchera. Poi qualcosa è andato storto. La dinamica è ancora tutta da chiarire ma un'ipotesi plausibile portrebbe essere quella dell'incaglio della draga idraulica. Mancini, che si trovava nel frattempo nella cabina di comando, si sarebbe accorto del problema subito ma qualcosa sarebbe andato storto nelle operazioni successive: il verriccello continuava ad andare e l’imbarcazione avrebbe iniziato a piegarsi per poi ribaltarsi del tutto in pochi secondi. Il compagno è riuscito a salvarsi buttandosi in mare mentre il 57enne anconetano non ha fatto in tempo ad evacuare dalla cabina rimanendo bloccato dentro. Vedendo l'Emilia da lontano e sentendo le grida di Fabrizio, le altre barche hanno lanciato immediatamente l’allarme via radio e hanno soccorso il naufrago sopravvissuto caricandolo a bordo. Sul posto nel giro di trenta minuti sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di porto con la motovedetta Cp 861 e i sub dei vigili del fuoco. Sono stati loro a raggiungere il corpo privo di vita di Mancini che era rimasto bloccato nella cabina di comando, lo hanno imbragato e trasportato in banchina al porto di Ancona a disposizione dell'autorità giudiziaria. Il pm Serena Bizzarri sta indagando sulla vicenda per fare luce su tutti gli aspetti di questa vicenda. Tante sono le domande a cui dare una risposta. Forse la barca, per motivi da chiarire, si è incagliata in uno scoglio, un tubo sottomarino della raffineria o su un cavo che ne avrebbe provocato il ribaltamento. Inoltre verranno svolti ulteriori accertamenti per capire se a bordo ci fosse anche una terza persona. Al momento, infatti, la versione ufficiale della Capitaneria di porto è che sulla vongolara fossero due i marittimi imbarcati. Intanto questa mattina un pontone deve caricare la vongolara semi affondata per portarla in darsena. Infatti, dopo l'incidente, ha iniziato a sversare in mare il carburante. Attualmente è posta sotto sequestro e sarà anche da verificare che non ci siano falle nello scafo. 

Il dolore dei pescatori 

E' passato solo un mese dal naufragio della Franco P, il rimorchiatore affondato a largo della costa pugliese e già ecco che la comunità dei pescatori deve piangere un altro morto. Il presidente del consorzio Co.ge.vo di Ancona Domenico Lepretti ricorda come il 47enne anconetano «fosse uno statuto all’interno del consorzio». Lui «c’è stato fin dal primo giorno. Ci teneva particolarmente e se sono presidente è grazie a lui. Amava questo lavoro e, nonostante le difficoltà, dava sempre il meglio».

Dolore e commozione anche nel mondo delle istituzioni. Oltre al sindaco Mancinelli e l'assessore al Porto Ida Simonella, anche il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Vincenzo Garofalo, ci tiene ad esprimere il suo rammarico: «Siamo profondamente addolorati per quanto è successo nella notte, uno stato che condividiamo con tutta la comunità portuale. Ringrazio le persone che per prime sono intervenute sul luogo dell’incidente per prestare soccorso, la Capitaneria di porto e i Vigili del fuoco, una presenza rassicurante con la loro altissima professionalità, insieme a quella di tutte le forze dell’ordine operative in porto, per tutti coloro che lavorano in mare». Un pensiero arriva anche dal sottosegretario alle Politiche agricole con delega alla pesca, Francesco Battistoni. «Mi auguro che in tempi brevi si riesca a far luce sulla disgrazia avvenuta, per capire cosa sia successo e il perché di una simile tragedia. Voglio altresì esprimere la mia vicinanza alle marinerie anconetane per la perdita del loro collega e amico, e ringraziare i soccorritori».

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