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Il Castello di Falconara Alta, sede del Comune

Il Castello di Falconara Alta, sede del Comune

Lanterne, volano le polemiche: «Il Comune voleva nascondere i veri motivi del no»

Cic accede agli atti e pubblica il verbale della Commissione sull'evento del 14 luglio, poi annullato. La Prefettura: «Decisione del Comune»

La vicinanza della Raffineria Api, la lunga siccità e l'elevato rischio incendi oltre all'imprevedibilità dei venti. Più, a margine, la pericolosità dovuta al gran numero di persone previste per l'evento. Sono queste le quattro motivazioni con la Commissione prefettizia ha sentenziano che la Notte delle Lanterne, no, non s'ha da fare. Punti che avevamo anticipato dalle pagine di AnconaToday. Punti che il Comune, nella sua comunicazione ufficiale, salvo un riferimento alla pericolosità ("In generale l’atmosfera è diversa. A seguito dei fatti di Piazza San Carlo a Torino, sono aumentate le precauzioni da tenere negli eventi con grandi concentrazioni di folla" si legge nella nota comunale), aveva omesso. E così, se non sono le Lanterne, a volare ora sono le polemiche. Cittadini in Comune ha effettuato un accesso agli atti in Prefettura e ha pubblicato il verbale della Commissione. «I motivi dell'annullamento – attacca la consigliera Lara Polita – sono ben diversi da quelli comunicati dall'amministrazione. C'è qualcosa di scomodo da non far sapere ai falconaresi?». Da parte sua la Prefettura ha fatto sapere di aver espresso un parere tecnico «su richiesta del Comune», ente «competente ad adottare la decisione sullo svolgimento della manifestazione» precisa la nota.

Il sindaco Brandoni avrebbe potuto dare l'ok a prescindere da questo parere negativo? Così pare, stando a quanto comunicato dalla Commissione. E perché quest'anno, oltre ai pareri favorevoli di Enac, Enav e Autorità Portuale, si è convocato anche questo organismo? Tutto parte dalla lettera inviata lo scorso anno dal Servizio Turismo della Regione ai Comuni per l'allestimento della Notte dei Desideri, evento analogo ma diffuso su tutta la riviera. Tra le varie indicazioni le lanterne volanti erano equiparate, nell'iter, ai fuochi d'artificio. Il riferimento è l'articolo 57 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza che, dal 1931, stabilisce che per spettacoli di questo genere l'autorizzazione va data all'autorità locale di pubblica sicurezza. Il Questore, quindi. Oppure lo stesso sindaco dove non è presente un Commissariato di Ps. Brandoni non se l'è sentita di accollarsi il peso di questa responsabilità dopo un no così motivato arrivato dalla Prefettura. Difficile non comprenderlo. Più arduo giustificare la comunicazione post diniego ma anche la tempistica del no arrivato ad appena tre giorni dall'evento. I nervi con la Regione sono tesi. All'indice, norme troppo stringenti rispetto a un evento nato a Falconara e poi ripreso su larga scala dalla giunta marchigiana oltre al poco coordinamento con le Prefetture libere, a livello provinciale, di dare opinioni discordanti su una manifestazione comune. 

Se ci mettiamo anche la richiesta di integrazione fatta dalla Prefettura rispetto al nulla osta, poi arrivato, della Protezione Civile è facile capire come tempi già biblici si siano dilatati. A rimetterci, in tutto questo - purtroppo - solito scaricabarile burocratico all'italiana, nemmeno a dirlo, cittadini e operatori. I cittadini perché non potranno godersi lo spettacolo. Gli operatori balneari e commerciali per l'investimento - circa 8000 euro in lampade ormai inutilizzabili - senza contare le disdette dei tavoli nei ristoranti. A proposito di difetti di comunicazione, pare che qualcuno ancora non sia al corrente dell'annullamento. I bagnini hanno chiesto al Comune di dare annunci via altoparlante ma dal Castello si sta ancora valutando il da farsi. Dal Falcomar avvertono che «sui social gira voce di gruppi di cittadini che lanceranno comunque le loro lanterne come forma di protesta - scrive il presidente Alessandro Filippetti - ma noi ci dissociamo con forza da qualsiasi iniziativa non autorizzata. Ricordiamo che essendo stata annullata la manifestazione, non esistono sistemi di sicurezza per le persone e per gli arredi degli stabilimenti. Da parte nostra abbiamo sensibilizzato ogni socio a non distribuire le lanterne biodegradabili in possesso».

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