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Promesse di regali per vendere più biglietti. Le conversazioni nascoste sulla serata alla Lanterna Azzurra: «Metà cellulare è pagato»

Continuano ad emergere riscontri, nel processo bis di Corinaldo, che la discoteca sarebbe stata solita a far entrare più persone oltre la capienza. Fatta vedere in aula la ricostruzione 3D della fuga di massa

ANCONA – Un piano di emergenza «che non serviva a nulla» dove erano stati messi nomi di responsabili «che alla Lanterna Azzurra non sono mai entrati». Un sovraffollamento noto negli anni con il dj Marco Cecchini, gestore di fatto della discoteca, per l'accusa, che in una conversazione estrapolata dopo il sequestro dei cellulari diceva ad un pr: «Se portate 2.500 persone, qui lo scrivo, metà telefono per ognuno già è pagato, non mi pesa più di tanto tirarli fuori se facciamo quella mole di gente». Per l'evento di Sfera, sempre da conversazione telefoniche, Cecchini parlando con un altro pr avrebbe detto «faremo 3.500 persone, dove le metto tutte?». Sono i dettagli emersi nell'udienza di ieri, per il processo bis della strage di Corinaldo, quello sulla sicurezza e il rilascio dei permessi per fare pubblico spettacolo. Sentito come testimone della Procura il luogotenente Antonio Saracino, era al Nucleo Investigativo dei carabinieri all'epoca dei fatti e aveva coordinato le indagini. Che alla Lanterna Azzurra sarebbero state fatte entrare sempre più persone rispetto alla capienza effettiva, di 871, era stato rilevato anche dalla Siae, in più occasioni di controllo, tra il 2015 e il 2017, arrivando anche a far entrare 1.600 persone.

Il luogotenente Saracino ha fatto vedere in aula la ricostruzione in 3D della fuga dal locale dopo il panico che si era generato all'interno, con la stima delle persone presenti in discoteca in quel momento, 1.158, quelle uscite dalla porta n.3 dove poi si sono verificati in morti, 528 ne sarebbero passate, quelle effettive in piedi, rimaste sulla rampa, 108 persone, e quelle cadute per le balaustre che hanno ceduto, 42. Per sciogliere il nodo sul perché chi era sulla rampa è rimasto fermo senza avanzare è stata fatta vedere anche una intercettazione ambientale di dj Marco Cecchini con il padre, in auto, del 20 dicembre 2018. Marco afferma «perché la gente è cascata giù per le scale , tanto io ero lì. Tiravamo fuori la gente da in fondo alle scale, tiravamo fuori la gente che era alta quasi un metro da terra, pensa quanta ce ne era sotto». Anche sentite le testimonianze dei sopravvissuti, come ha fatto notare il carabiniere Saracino, è emerso che sono state le persone cadute per le scale ad ostruire il deflusso e non una transenna come era emerso dopo i fatti. Prossima udienza il 17 marzo. Si inizieranno a sentire i testimoni delle parti civili. Fedez e Sfera Ebbasta sono stati convocati invece per il 24 marzo e a seguire. La Procura non rinuncerà a sentirli.
 

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